È da qualche tempo che avverto una 'presenza' mentre cucino. Non so spiegare ma so esattamente a 'chi' collegarla.
Mi viene da sorridere perché se fosse il pensiero di chi penso, sarebbe alquanto strano. Non ho un buon carattere, che è di molto peggiorato ahimè, sono piuttosto drastica quando decido di dire basta, rarissimamente torno indietro, gli uomini lo sanno che sono difficile, mi ritengono un pezzo di granito non malleabile.
In effetti non posso dar loro torto, è meglio rinunciare a una come me, eppure non sono stata sempre così dura e irremovibile, ho un passato di 'cucciolo in cerca di padrone'. Volevo essere amata, come nelle favole... stupida esattamente come questa frase.
Gli uomini che ho frequentato mi hanno fatto capire che le favole sono un inganno collettivo, che principi e principesse sono personaggi inverosimili e che tutti noi, maschi e femmine, siamo solo esseri più bassi e a volte molto meschini.
L'amore viene strumentalizzato, spesso usato come il perfetto regalo di merda che uno possa ricevere, la fregatura perfetta.
Per amore facciamo un sacco di cazzate, vestiamo con belle intenzioni chi invece non ne ha affatto. E così ci ritroviamo dentro storie apparentemente meravigliose, ma che a vederle così, siamo solo noi. Che c'entra con la 'presenza'? C'entra perché nel 2015, mentre ero sul nuovo social Tsu, mi sono imbattuta in un uomo molto enigmatico (eh ci casco sempre!), di nome P., aveva un nick che adoravo mondomagico e che scriveva cose meravigliose. Avevo incontrato un unicorno, finalmente in mezzo al nulla! Ho messo molte delle cose che ci dicevamo anche qui, parti di chat e messaggi privati, mi veniva a leggere anche su tumblr perché il mio scrivere di 'noi' lo rendeva felice. Faceva meditazione, aveva un fisico scolpito, una bellissima voce dall'accento emiliano e un lavoro top secret, di cui ancora non mi è dato sapere e che mai saprò. Ci siamo frequentati 'virtualmente' per molti mesi, poi le cose sono precipitate perché il troppo mistero dopo un po' smette di essere affascinante. Non sono il tipo che resta un pensiero, voglio diventare presenza se come si dice, le cose stanno diventando serie, quindi nel momento stesso in cui capto una reticenza, un allungare voluto, io tendo a chiudere il rapporto.
'Se non ti vogliono, non ti offrire' è la regola n. 1 ormai nella mia scala di base, per cui gli ho detto che stavamo bene così, ognuno nel suo mondo.
Peccato, mi piaceva tantissimo la sua dolcezza: riusciva ad abbracciarmi da lontano, facendomi sempre sentire la sua presenza.
E mi fa strano sentirla di nuovo, così, dopo anni.
Alla fine spero stia bene... meglio di me.