I Motstand escono un paio d’anni fa a sorpresa da Kolbotn, stessa città dei Darkthrone, proponendo un meraviglioso black metal che sembra uscito dal 1993-1994. Grezzo, melodico e malinconico, con spesso un tappeto di blast-beat in fondo che non fa altro che amplificare l’atmosfera del songwriting. Under a Funeral Moon e Pentagram dei Gorgoroth potrebbero essere le due colonne portanti su cui tutto l’album si fonda. Christoffer Bråthen è l’unico membro dietro questo progetto che nel 2023 compone l’omonimo EP uscito sulla norvegese Duplicate Records: da segnalare anche la sua altra band Avmakt coinvolto nel ripescaggio sempre dei Darkthrone ma della seconda fase della loro vita. La sua abilità nel tessere arpeggi distorti è un po’ la stessa dei Mayhem o dei Koldbrann; la sua voce mortifera, piena di echi, sembra uscire dalle foreste di quella superlativa ondata black metal norvegese. "Mørkets rømmende bluss" ha qualche reminiscenza heavy/speed ma perfettamente integrata col resto dei riff che a volte ricordano anche Nattestid dei Taake. "Skogens fantasmagori" ha un andamento praticamente epico mentre l’ultima "Parnassos’ Tind" punta di più sulla cadenzata atmosfera. Il tutto senza mai e poi mai dimenticarsi dei vari "Inn i de Dype Skogers Favn" o "Summer of the Diabolical Holocaust" o tutto quel magico caposaldo scritto dai Darkthrone nel 1993.














