Eccomi qui a scrivere questa sera su di me. Io che sono una ragazza come le altre che ha bisogno di quei cinque/dieci minuti per distaccarsi dal mondo e pensare. Pensare a cosa c'è che non va, pensare ai suoi errori e a tutte quelle situazioni in cui non è riuscita ad essere se stessa, pensare al perché lei debba sentire questo disagio, un disagio così profondo che parte da dentro le ossa. È una sensazione strana che ti rende apatica, ma che dopo ti fa scendere decine e decine di lacrime sul viso. L'accettazione non è una cosa scontata né da parte di se stessi né da parte degli altri, anzi è molto difficile. La nostra società che si fonda su un'apparenza perfetta, sull'immagine e sui comportamenti che una persona deve avere in un certa situazione. Regole che se vengono infrante ti rendono una persona migliore, o per meglio dire diversa. Da partire dalle parolacce che oggi tutti indistintamente usano quotidianamente per dare enfasi a ciò che si dice. Fino a finire a ben altro. Bene, io non sono diversa, ma sono unica come tutti e nella mia unicità ho problemi, insicurezze, parole urlate e parole taciute. Credo che scrivere aiuti non sono se stessi, ma anche chi legge e riesce a capire il messaggio e si sentirà meglio proprio come colui che l'ha scritto. Lo scrittore lascia i sentimenti impressi nel foglio, nella tastiera, nella penna o in qualsiasi strumento che egli utilizza per rendere il suo pensiero. Non sono una scrittrice e non voglio diventarlo, ma la scrittura per me è come un'amica, quell'amica che non prova né gelosia né ti giudica, è un'amica silenziosa che ti sa ascoltare e che con il suo silenzio ti porta a ragionare e superare il problema. Non so chi e perché qualcuno leggerà questo "inizio", ma sappi che ora hai un pezzettino di me.