22.09.2021
World Narcolepsy Day


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22.09.2021
World Narcolepsy Day
Quando ti svegli e vedi che sono le 5 di pomeriggio, ti passa la voglia di vivere. Magari si potesse sempre vivere di notte e dormire di giorno.
World Narcolepsy Day 22.O9.2O22
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Murubutu - Ad Occhi Chiusi, il brano sulla narcolessia
Ad Occhi Chiusi: il brano di Murubutu sulla narcolessia. Il padre del “letteraturap” ha prestato la sua arte e le sue rime per la campagna di awareness e sensibilizzazione #CreateforSleep.
I testi di Murubutu, al secolo Alessio Mariani, sono un concentrato di letteratura, storia e filosofia. Unico nel suo genere, Murubutu nelle sue canzoni dimostra di saper scrivere storie di vita e riuscirle a narrare in modo semplice e con una sensibilità fuori dal comune.
Ad Occhi Chiusi – #CreateForSleep
Pochi mesi dopo il suo ultimo album, Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali, Murubutu ha scritto un brano per la campagna di awareness e sensibilizzazione #CreateForSleep.
La campagna nasce dall’impegno dell’Associazione Italiana Narcolettici e Ipersonni (AIN), con il patrocinio dell’Associazione Italiana Medicina del Sonno (AIMS) e il supporto di BIOPROJET Italia. Il fine è quello di far conoscere una malattia spesso sottovalutata, confusa con altre e spesso addirittura sconosciuta: la narcolessia.
Al brano di Murubutu ha partecipato anche Elisa Armante. Il titolo scelto è significativo: “Ad occhi chiusi“.
Il tema del brano
Fabio, il protagonista del brano, lotta contro l’impulso a rifugiarsi nel sonno, perché – come recita il ritornello cantato dall’ottima Elisa Armante – “quello che per gli altri è sollievo ed incanto per lui è come una prigionia“. Il racconto parte dall’inizio, di quando Fabio va ancora a scuola e viene additato come “un bimbo pigro, un individuo senza volontà“.
Non manca, poi, il lieto fine: “Oggi Fabio non ha paura, no, Fabio non ha una cura. Ma ha una figlia, una famiglia, ora segue una terapia. Fabio dopo una vita ha lenito la forza buia. Qua ha domato e poi recluso la sua arpia: narcolessia”.
Il protagonista non è reale, ma il frutto delle esperienze che Murubutu ha raccolto attraverso i canali social di AIN. L’associazione ha infatti chiesto ai pazienti di condividere il proprio rapporto con la narcolessia in una vera e propria community. Questo fa sì che “Ad Occhi Chiusi” risulti essere un brano in cui chi soffre di questo disturbo (o anche altri correlati al sonno) riesce ad immedesimarsi perfettamente.
Lo stile con cui è scritto è infatti immediato, semplice e senza filtri. Le strofe dipingono una realtà vivida, che racconta e dipinge esattamente le sensazioni che si vivono in alcuni particolari momenti di una vita passata a cercare di combattere un nemico che, invece, dovrebbe essere un alleato: il sonno.
La narcolessia è una patologia invalidante di cui si parla poco e, molto spesso, viene confusa con altre. Ad oggi, in Italia, sono circa seimila le persone che ne soffrono e solo duemila di esse hanno ricevuto una diagnosi che la certifica (fonte: AIN).
“Guarirai? Non so, ma non vincerà lei”.
Murubutu – Ad Occhi Chiusi: testo
Dove vai? “Nel mondo di ogni fase REM” Come stai? “Ho sonno ma non so perché”
Fabio è a scuola ed ogni ora sembra una conquista Sguardo stanco sopra il banco chiude gli occhi e via Dorme ancora un’altra ora e si appanna la vista Pare esausto, un poco affranto, “non è colpa mia”
Tutt’attorno il mondo mormora non valga niente Un bimbo pigro, un individuo senza volontà Chi lo guarda lo commisera fra scherzi e beffe Quando Fabio chiude gli occhi è perché non lo sa
Dice sia posseduto da un male di forze cupe Vedeva gli spettri e forme apparire di notte bui Per altri una forma astrusa, una psiche in cerca di fuga Psichiatri e dottori vari ne avevano idee confuse
La madrе lo stringe al petto, poi piange sopra al suo lеtto Prigioniero dentro un regno, spento e acceso, sembra una magia Il mondo resta sommerso, lì immerso in un sonno immenso Pare quasi maledetto da uno spettro e non sa cosa sia
Che farai se il mondo non sa che cos’è? Capirai? “Non so, ma conto su di me” Nel tempo che passa nel lasso di un lampo c’è un mondo che lo porta via Quello che per gli altri è sollievo ed incanto per lui è come una prigionia
Ma il mondo che corre veloce al suo fianco senza orma si ricrederà Sarà la sua forza a domarne l’impatto e lì Fabio si risveglierà “Sono qua”
Ma Fabio si è fatto uomo, ora Fabio cerca un lavoro Ma quel sonno lo divora, stare sveglio a volte è un’agonia Il mondo non perde un’ora ma il mondo, sai, non perdona A volte crolla, lotta in ombra e poi sprofonda sulla scrivania
Poi Fabio cerca un amore ma sa che se si emoziona Può perdere forza e tono e cadere, cataplessia Ogni giorno lotta col mostro, ogni giorno col mondo contro Contro il sonno e le sue cariche, lui Davide contro Golia
Se si guarda attorno non c’è ritorno La notte immensa, la notte e il giorno La scienza incerta non dà conforto E un giorno sentenza, il sonno ora ha un volto
L’avessero detto prima, l’avesse saputo prima Sarebbe cambiato il centro del tempo dentro al destino Immerso dentro allo stigma, minato nell’autostima Lui avrebbe cambiato il senso di un pezzo della sua vita
Oggi Fabio non ha paura, no, Fabio non ha una cura Ma ha una figlia, una famiglia, ora segue una terapia Fabio dopo una vita ha lenito la forza buia Qua ha domato e poi recluso la sua arpia: narcolessia
Come stai se il mondo non sa come sei? Guarirai? “Non so, ma non vincerà lei” Nel tempo che passa nel lasso di un lampo c’è un mondo che lo porta via Quello che per gli altri è sollievo ed incanto per lui è come una prigionia
Ma il mondo che corre veloce al suo fianco senza orma si ricrederà Sarà la sua forza a domarne l’impatto e lì Fabio si risveglierà “Sono qua”
Nel tempo che passa nel lasso di un lampo c’è un mondo che lo porta via Quello che per gli altri è sollievo ed incanto per lui è come una prigionia
Ma il mondo che corre veloce al suo fianco senza orma si ricrederà Sarà la sua forza a domarne l’impatto e lì Fabio si risveglierà “Sono qua”
Un’altro gin poi finiamo a pisciare nei vicoli brividi dici frasi che lasciano i lividi. Sono al limite mangiato dalla droga e da questo male di vivere riinizierei tutto da capo se fosse facile un mondo troppo duro o sono io un po’ troppo fragile stringere i rapporti sociali sembro un disabile mischio diversi alcolici devo rifarmi i liquidi che ho perso per le lacrime stanco delle tue prediche mamma perché non sarò mai il figlio ideale mi hai cresciuto come tale ora sono più paranoico mi faccio male da solo solo cazzate cazzate come tagliarsi le vene e poi metterci sopra il sale non si dovrebbe fare ma a certi auguro anche la morte vorrei vedervi sparire come la mia ansia di notte cuori si fermano le tue parole non sono più forti giro per strada sono da solo escluse le mignotte la morte bussa alla mia porta la ignoro lei bussa più forte.
E vuole che la strozzi a letto, le tiri i capelli le sputi in gola, la chiami troia poi vuole le coccole, porca Madonna; un occhio nero fa meno male di una ragazza.
Ecco perché sei sempre stanco Conosci la stanchezza cognitiva? Ascolta il buon Just Mick che ti apre la mente su questo concetto...
l’essenza di me: ho puntato sveglie ogni 15 min dalle 9 alle 12. Sono le 13:55 e non mi sono ancora alzata