Per me il Natale è quando sei con chi vorresti essere. E che importa se sia in una reggia, in un appartamento oppure per strada sotto i botti: il Natale è nelle vostre risate, 'sta volta sincere. Il Natale siete voi, insieme.
Zoe

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Per me il Natale è quando sei con chi vorresti essere. E che importa se sia in una reggia, in un appartamento oppure per strada sotto i botti: il Natale è nelle vostre risate, 'sta volta sincere. Il Natale siete voi, insieme.
Zoe
Natale altro non è che quest’immenso silenzio che dilaga per le strade, dove platani ciechi ridono con la neve, altro non è che fondere a distanza le nostre solitudini, sopra i molli sargassi stendere nella notte un ponte d’oro. Sono qui, col tuo dono che m’illumina di dieci stelle-lune, trasognata guidandomi per mano dove vibra un riverbero di fuochi e di lanterne (verde e viola), di girandole e insegne di caffè. Van Gogh, Parigi azzurra… Un pino a destra per appendervi quattro nostalgie e la mia fede in te, bianca cometa in cima.
Maria Luisa Spaziani, “Lettera 1951”, “L’incanto di Natale” (Einaudi, 2012).
Roma Termini (e le cose belle.)
A Natale voglio un ripieno di candore.
Natale è: mangiare tutto il giorno senza sensi di colpa.
A Natale, magari, potreste regalare un libro, il mio!
Caro babbo Natale
Caro babbo Natale,
Quest'anno è diverso, lo sai? Finalmente sono contenta, non cerco più l'impossibile. Ho messo da parte il mio caro V. ed è una sensazione bellissima. Adesso siamo molto amici, sai? Riesco a dirgli le cose in maniera molto più tranquilla, non ho paura di rapportarmi con lui. E poi quest'anno ho trovato una persona veramente speciale, con cui finalmente mi sento a casa, di cui non mi vergogno, che mi ama e che amo. Sai che non ci avrei mai creduto, caro babbo Natale? Sai che non pensavo che questo schifo di 2017 si sarebbe trasformato in un anno stupendo?
Tutte le ferite dell'anno scorso, di quest'estate si stanno rimarginando, non fanno più così male. Le cicatrici le lascio, ma sono solo un ricordo. Ne aspetto di nuove, ma senza troppa paura. Sto cercando di vivere alla giornata, di godermi tutte le piccole cose che ho, perché so che niente è per sempre e potrei morire da un momento all'altro. Come vedi la mia indole "ottimista" è rimasta, sono sempre io. Ma questa volta più allegra, più spensierata. Quest'anno non berrò per dimenticare, ma per ridere e ridere. Quest'anno non scriverò per annegare il dolore, ma per stare in pace con me stessa. E se anche questo 2018 diventasse uno schifo? Pace, sopravviverò e andrò avanti come ho sempre fatto, con o senza voglia.
E quindi di cosa ho bisogno quest'anno? Di felicità, non per me, ma per tutti gli altri, per tutte le persone che amo. D'altronde quando si è felici siamo tutti più buoni. Credo sia il dolore che ammazzi le persone. Grazie babbo Natale, ci vediamo al prossimo Natale quando mi ritroverai "adulta", ma sempre abbastanza bambina da scriverti l'annuale letterina.
Con i fondi di bottiglia di plastica si può fare...