A volte uno vuole parlare con qualcuno, ma non con chiunque.
—L.O.
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A volte uno vuole parlare con qualcuno, ma non con chiunque.
—L.O.
“Sono così pateticamente intensa. Non riesco a essere in nessun altro modo.”
Sylvia Plath, “The Letters of Sylvia Plath, Volume I: 1940-1956”.
Kafka
Questa è la lettera che il mio amico Andrea ha scritto a sua figlia il giorno del suo quarto compleanno. Ed è una delle cose più belle che io abbia mai letto.
Caro Alberto, non riesco a dormire, e scrivo a te per dirti quello che già da molti mesi avrei dovuto dirti, e cioè che ti prego di perdonarmi il mio comportamento di questi ultimi tempi, e, soprattutto, di non credere mai che esso significhi la fine del mio grande affetto per te. Se tu sapessi il disordine della mia mente, che malgrado tutto riesco a nascondere, e l’incertezza che ho in ogni momento, l’impressione di sterilità, e aggiunta a questa la passione veramente strana e quasi inaudita per molti versi che mi è capitata, avresti pena di me più ancora di quella che hai.
Non credere che io non ti sia grata per il modo che usi verso di me e di cui mi ricorderò sempre. Sto molto male, non so se riuscirò a ritrovare un equilibrio in qualche cosa. Vorrei poter lavorare davvero, o amare davvero, e sarei felice di dare a qualcuno o a qualche cosa tutto quello che posso, purché la mia vita fosse compiuta finalmente e trovassi il riposo del cuore".
- Da una lettera di Elsa Morante ad Alberto Moravia, 1950
-Tratto da Diario 1966, Anais Nin