Elypedia
Magari non vi interessa chi sono e cosa faccio, magari sì; ad ogni modo cercherò di non annoiarvi troppo.
Nasco stilista, divento titolare di un atelier di abiti da sposa: Se Dici Sì.
Dalle clienti e dai fornitori mi sento spesso chiedere il motivo di questa scelta; la verità è che non ho capito molto bene neanche io, come ho fatto a intraprendere questo lavoro, ho un’unica consapevolezza: lo sto facendo. Se poi lo faccio bene non sta a me giudicare, io ci metto tutta la mia convinzione.
Il desiderio di avere un’impresa è nei miei ricordi fin da quando ho iniziato in modo concreto, ad interessarmi al complicato mondo del lavoro; più o meno da quando in terza media ti fanno scegliere le scuole superiori, avete presente?
Prima di questo c’era solamente un nebuloso desiderio di ricalcare uno dei tanti mestieri degli adulti che conoscevo.
Dopo la laurea breve in Fashion Designer all’Istituto Europeo (detto dai più fighi IED), ho pensato di tuffarmi, come tutti i miei compagni di corso, nel mondo della moda: ho sempre amato disegnare, quindi i primissimi impieghi sono stati da illustratrice, da ricamatrice, insomma… da stagista schiavo.
Dopodiché vago circa 10 anni in giro per l’Italia: dagli Appennini al Mar Adriatico, passando per la Pianura Padana e andando e venendo dalla Capitale, per tornare qui in provincia.
Mi sembrava di non fare abbastanza, mi sembrava di sbagliare tutto (sensazioni sempre attuali), facevo un po’ qui e un po’ lì, andando per tentativi, sognando la grandezza.
Non mi riusciva.
Mi sono fermata, sono ripartita.
Ho scelto una strada e l’ho seguita.
Mi sono dovuta fermare, di nuovo, e ora sto cercando di ripartire. Di nuovo.
Sto continuando a seguire la strada che ho scelto, prendendo a colpi d’ariete la porta che vorrei tanto sfondare: perché da grande desidero diventare lo Steve Jobs dell’abito da sposa (anche Elon Musk va bene, fate voi!).
Che ne dite, un po’ troppo ambiziosa come aspettativa?
Forse per questo ho spesso mal di testa!














