Non so proprio da dove iniziare.
A dire il vero non so nemmeno per quale motivo sono qui a scrivere.
Credo di sentirene il bisogno.
Si, questo mio sospiro la dice lunga sul mio bisogno.
Insomma non lo faccio da tempo e si sa che le buone abitudini, non si abbandonano facilmente.
Inizio, dicendo che sono felice.
Oggi sono felice.
La consapevolezza delle cose mi rende felice, ma stanco.
Vivo qui da febbraio eppure mi sembra che di tempo ne sia trascorso molto di più.
Le ore in questo angolo di mondo credo valgano doppio.
A volte penso che me ne servirebbero 48, di ore, per fare tutto ciò che vorrei, che occore per vivere da queste parti.
Quando ero bambino, mia nonna, ogni volta che veniva a trovarci, mi diceva che al suo paese la gente camminava e che a Milano invece correva.
Ora che vivo qui, vorrei dirle che se a Milano correvano, qui volano!
Questa città, mi ricorda tanto i surfisti, il mare.
Da fuori guardi, osservi e cerchi di provare a capirici qualcosa.
Poi decidi di entrare.
Ti stendi sulla tavola, remi e tenti di uscire sul line-up.
Fai una fatica boia, sopratutto se sono le prime volte.
Poi finalmente, dopo esserti slogato le spalle, arrivi la e ti accorgi di non esser solo.
C'è un sacco di gente, che è li da un pò.
Aspettano tutti l'onda giusta.
E sai, non è detto che sia la prima.
Devi imparare a conoscere il set, a capire qualè quello giusto.
Poi che fai ti metti a cavalcioni sulla tavola, o per lo meno ci provi.
Ecco il primo set.
Non ti senti pronto.Traccheggi, aspetti.
Ecco il secondo, è tuo.
Ti giri inizi a remare a più non posso, senti l'acqua sfiorarti le dita dei piedi sul tail.
Ci provi.
Provi a tirarti su, ma cadi.
Cadi e vieni travolto dall'onda, che di certo non te le manda a dire.
Boccheggi, trannieni il fiato e ritorni su.
Alzi la testa e sei a riva.
Bhe che fai?Nulla inforchi la tavola ed esci all largo ancora.
Questa è New York City.
Non hai il tempo di fermarti, e realizzare dove sei.
Devi sudarti ogni angolo, ogni piccolo spazio in mezzo a quell line-up, ciò nonostante non è detto che tu li ci rimanga a lungo.
Non è detto che tu sia davvero pronto per cavalcare l'onda.
Questa città può esser paradiso o inferno, sta a chi la vive decirderlo.
Mettersi dei freni, dire di no alle opportunità credo sia la cosa più difficile, ed allo stesso tempo la più sensata.
Questa città offre molto, ma il prezzo da pagare è alto.
Ti toglie tutto. E a volte per paura di perder il treno, continui a stare al vento, a starci dentro.
Poi con il tempo impari a capire il grande bluff.
La potenza e l'energia che sprigiona questo macrocosmo non ha eguali, ragion percui nessuno è davvero pronto ad arginarne il potenziale.
La sua instabilità è pari a quella di un neutrone.
E' quanto sei forte sulle tue gambe, radicato dentro te stesso, a poter far la differenza.
Ciò nonostante potresti benissimo, fuggire, tornare in panchina e rifugiarti dietro luoghi comuni e false verità.
Ma alla fine che senso avrebbe.
Vincere o perdere, conta poco quando la partita è con te stesso.
Basta prendere il rischio e giocarla.