Nel 2012 ho vissuto a New York. Ci ho passato quasi un anno. Ho deciso di trasferirmi lì inseguendo il sogno di una carriera nel mondo del cinema. Mi sono pagato gli studi grazie ad i primi lavori realizzati come filmmaker autodidatta. Vivevo ad Harlem, Sugar Hill. Per me il cuore pulsante di Manhattan. Non ho chiesto niente a nessuno, ho deciso di affrontare quest'esperienza cavandomela solo con le mie forze. Dopo circa 6 mesi però, il gruzzolo che avevo messo da parte era finito, questo mi costrinse a darmi da fare e cercare un modo per potermi pagare l'affitto e gli sfizi di cui poteva aver bisogno un ragazzo di 24 anni, che aveva deciso di vivere nell'ombelico del mondo. Ho affrontato le settimane più difficile di tutta la mia vita. Avevo pochissimi soldi in tasca e spesso potevo pagarmi solo il biglietto della metropolitana, nulla di più. Cercavo un lavoro e non era facile trovarlo. Mangiavo un pugno di cereali con mezzo bicchiere di latte un giorno si e uno no. Niente di più. Di tanto in tanto portavo le bottiglie di vetro nei market, per aver del vuoto a rendere, e tirar su qualche spiccio per pagarmi una corsa in più in metro. Ho camminato per centinaia di blocchi a piedi su e giù , dall'Upper west side fino ad al West village. Per un breve periodo ho sofferto la fame. Non ho mollato. Mi ripetevo: Se supero questa nulla mi potrà fermare. Ripensado ora a quell'avventura sorrido. Mi ha lasciato dentro una grande lezione. Oggi chiaramente la vedo meno tragica di ciò che mi appariva allora. C'è gente che ogni giorno vive di peggio. Ho capito però, che solo uscendo dalla nostra piccola "Comfort Zone", possiamo davvero misurarci con la vita, imparare a conoscerci fino in fondo. Accettare che siamo in grado di fare qualunque cosa. Esser coscienti che possiamo superare qualunque ostacolo. Matteo, un mio amico, qualche giorno fa è tornato dagli States. In qualche modo l'esperienza che ha affrontato mi ha fatto tornare in mente la mia avventura. #Believeinyourself #NYC