disegno di Fabrizio Sclocco per #Slurp di Cioccolato all’arancia
Il buio della notte, il risveglio improvviso.
Mi alzo, ancor dormo, sereno mi avvio, al bagno giungo.
La notte è infuocata, agosto incombe, il sudore corre, il rubinetto stride.
Il getto è fresco, a occhi chiusi lo raccolgo, con le mani lo raccolgo.
lo porto al viso. È un esplosione.
I muscoli del viso si tirano, il ventre si contrae, la mente si stupisce.
Un accenno di colore, una scintilla di luce.
La freschezza mi pervade, per un istante, un solo instante.
Dal viso al resto del corpo. Per un istante.
L’istante si protrae mentre mi rilasso, sembra durare all’infinito.
Ma come ogni cosa, non può che finire. L’arsura ritorna, la mente si annebbia.
Necessito di altra freschezza, di un’altra esplosione, di un nuovo stupore.
Cammino al buio, la strada la conosco.
Inciampo nelle scarpe alla fine del corridoio.
Il frigo sulla destra, alla sinistra una finestra, al di fuori il mondo.
Apro il frigo. La freschezza mi investe. Ma non mi stupisce. Non mi soddisfa.
Impersonale, meccanica, distaccata. Fredda. Non è la freschezza che agogno.
Cerco nel freezer. Al buio cerco, con le mani immerse nelle sue profondità,
sento di star cercando tesori dimenticati, ricordi congelati di vite precedenti.
La trovo infine. Non ne rimane che una sola cucchiaiata.
Apro un cassetto, afferro un cucchiaio, il corpo si muove, la mente dorme.
Perfino nella penombra serale quel colore risplende. Un verde intenso.
Il colore della vita, il colore della freschezza, il colore della menta.
Raccolgo la dolce crema, sul palato la appoggio. È un’esplosione.
I muscoli del viso si tirano, il ventre si contrae, la mente si stupisce.
Il buio della stanza si accende. Una bolla di colore esplode nella mia mente.
Dalla lingua al resto del corpo.
La freschezza mi pervade. Per un istante, un solo istante.
Sembra durare all’infinito.
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