Pasquale Raicaldo | Capelli nerissimi, occhi chiari, nel sangue il favoloso mondo del teatro. Con suggestioni e colori, emozioni e costumi. Perché è questo, essenzialmente, il suo lavoro: costumista teatrale, dal 2006. Benché abbia “le physique du rôle” della stella del palcoscenico, Mariagrazia Nicotra lavora nel dietro le quinte. Costumista teatrale dal 2006, lo spettacolo nel Dna: un talento perfezionato all’Accademia di Belle Arti di Napoli (Laurea al Biennio Specialistico “Arti Visive e Discipline per lo Spettacolo” con il massimo dei voti, e la lode), l’ischitana che respira da sempre aria da palcoscenico si è già immersa nell’ultima sfida: vestire Lina Sastri.
Si dirà: una certa eleganza, basta assecondarla. «Beh – spiega lei, con la semplicità di chi dice cose vere e profonde senza attingere al tono cattedratico – pensare, disegnare e costruire il costume è fondamentale per la creazione del personaggio. Parlo di “costruzione” perché per me, il costume deve essere l’architettura dell’Attore. Quasi come una “struttura” in cui l’Attore entra, e nella quale vive per la durata dello spettacolo».
Ecco, questo è il mondo della ricerca e delle idee, e il cortometraggio “Sirio 13”, al quale è già al lavoro da qualche giorno, tradurrà il suo talento nei costumi della celeberrima protagonista, neanche a dirlo isolana d’adozione (Forio è il suo “buen ritiro”) e degli altri attori.
«Un mese fa il mio caro amico Gennaro Monti (autore, regista, attore, doppiatore e musicista, n.d.r.) mi dice: “Mary, ti devo leggere una sceneggiatura che ho scritto per un cortometraggio, ovviamente tu farai i costumi ”. Era un momento di riflessione, nella mia e nella sua vita. Il testo mi è entrato nell’animo subito e, credetemi, è una rarità. Il tema è molto forte. Gennaro mi guarda e continua dicendo: “Per me la protagonista è Lina Sastri”». Certi progetti nascono così: un incontro, le strade che si incrociano e in un men che non si dica si è già al lavoro.
«Avevo avuto l’onore di lavorare per ben due spettacoli di Lina Sastri. Ed era vero: per questo corto ci voleva lei, solo lei. E allora, “miracolosamente” Lina Sastri legge il copione ed accetta. E così prende corpo “Sirio 13”». Su Facebook, la foto di Mariagrazia con Lina Sfa incetta di “like”: si dice che nessuno sia profeta in patria ma lei, la bella Nicotra, già tutor nell’ultima edizione della Festa a mare agli scogli di Sant’Anna targata Salvatore Ronga, riscuote simpatie e apprezzamenti sulla “sua” isola.
«Sirio 13 è la storia di una notte come tante – racconta, senza svelare troppo, Gennaro Monti – Un incontro di solitudini che è diventato tutto, tutto in un incontro “a caso”, in un trovarsi senza cercarsi. Lui è un tassista convinto di odiare i colori e le persone, lei è una donna che fugge da qualcosa, da un delitto, da un mondo violento. Lui e Lei in un viaggio silenzioso fatto di pochi gesti. In questa notte guariscono, si sanano i piccoli mali ma non si sana la ferita vera che resta sotto, sempre uguale e pronta a riaprirsi. Una via d’uscita c’è ed è il “coraggio” di continuare il viaggio, per conto proprio, conoscendo se stessi, navigando contro il vento».
La regia è di Bruno Garofalo, che con il fratello Claudio Garofalo, direttore della fotografia, firma una sorta di sogno divenuto realtà. Giovani gli operatori: dall’aiuto regista Chiara Borzacchiello alla segretaria di edizione Manuela Cervone, a curare l’audio è Stefano Stabile, al make up Cristine Mac e anche Marcello Cozzolino, Antonio Torino, Paolo De Dominicis e Sonia De Rosa hanno sposato il progetto con entusiasmo.
Un progetto che ha molto di ischitano.
«La violenza sulle Donne – spiega Mariagrazia – è un tema delicato, e noi vogliamo di far sentire la nostra voce. Indossiamo le scarpe rosse per camminare oltre noi stessi e le nostre paure, per combattere ogni tipo di sopruso e lottiamo con i mezzi che conosciamo. Il Cinema e il Teatro sono mezzi per comunicare e noi “addetti” , “artisti”siamo il ponte tra i fiumi di parole e la gente».
Il suo è universo complesso e, allo stesso tempo, semplice da decifrare. «Sono nata ad Ischia: l’amore e la passione per il teatro sono radicate nel mio cuore fin da bambina: mia madre, musicista e bravissima sarta, appassionata di Opera Lirica raccontava a me ed alle mie sorelle le storie dei protagonisti delle Opere.
Ho studiato all’Accademia di Belle Arti e mi sono specializzata in Scenografia e Costume teatrale e cinematografico. Ho avuto la fortuna di lavorare con tanti artisti importanti e di “vestirli”: da Mariano Rigillo a Lello Giulivo, da Gennaro Cannavacciuolo a Federico Salvatore, fino a Lina Sastri».
«Gli spettacoli ai quali ho lavorato – continua Mariagrazia – sono come mie creature che amo, che mi hanno permesso di incontrare tante persone dalle quali ho imparato tanto». I preferiti? «Sono legata in modo speciale a due spettacoli, “I Balli di Sfessania” e “Novecento Napoletano”, grazie ai quali ho vinto la targa del Presidente della Repubblica, il Premio Saebetia Ter come giovane talento nella sezione Teatro».
Oltre “Sirio 13” e la Sastri, una marea di impegni: dopo il successo di “Napoli nella Tempesta”, l’ultima opera scritta da Eduardo De Filippo messa in scena da Bruno Garofalo, con le musiche di Antonio Sinagra, interpretata da Mariano Rigillo, la Nicotra ha appena debuttato al Teatro Augusteo con “Pascià”, uno spettacolo diretto da Gaetano Liguori, scritto da Peppe Lanzetta con lo stesso Peppe Lanzetta e Federico Salvatore, e una rosa di artisti di grande valore. «In più sto collaborando con Luca G, cultore di Opera e Teatro, (il vocalist italiano più richiesto all’estero una delle icone più ricercate di Ibiza e conduttore di “Nessun Dorma” su Radio Marte, n.d.r.) in un lavoro di continua sperimentazione e creatività per gli eventi del famoso Teatro Posillipo». E il futuro? «Sono un po’ scaramantica. Ma per ora non posso che dire una cosa: Europa». Buon viaggio, artista del costume.