I parabatai sono veri e propri compagni di battaglia: lottano insieme, fianco a fianco, guardandosi a vicenda le spalle. Promettono di combattere l’uno le battaglie dell’altro, di non lasciarsi neppure nel momento del pericolo. Di morire per difendere l’altro. Il loro legame fa sì che le rune che si disegnano reciprocamente siano più forti, e li rende, se possibile, guerrieri addirittura migliori del solito.
In tutta la vita il vincolo può essere stretto un’unica volta, e con un’unica persona.
Dividersi dal proprio parabatai è come perdere una parte della propria anima, dopotutto.
Durante la già citata cerimonia dei parabatai i due giovani Shadowhunters devono pronunciare una formula molto bella, che ho pensato di copiarvi: « Whither thou goest, I will go;
Where thou diest, will I die
And there will I be buried:
The Angel do so to me, and more also,
If aught but death part thee and me. »
(In italiano, sempre traduzione:
« Dove andrai tu andrò anch’io;
dove morirai tu morirò anch’io,
e vi sarò sepolto:
l’Angelo faccia a me questo e anche di peggio s
e altra cosa che la morte mi separerà da te. »
I parabatai sono parte gli uni degli altri, sia da vivi che da morti. Non c’è niente in grado di dividerli, se non sono loro stessi a volerlo.












