Il maschio, lo stupro, il colonialismo - Genealogia del dominio maschile e parassitismo antropologico di @femministero su Instagram
Stupro e colonialismo: il patriarcato è una forma di parassitismo maschile.
Ieri mentre guardavo una lezione di biologia evolutiva sul parassitismo sessuale, imparavo che il maschio della rana pescatrice è microscopico e si chiama maschio nano parassita. Lui si fonde alla femmina e vive del suo sangue. Questo mi ha fatto riflettere sul ruolo del maschio nell'evoluzione e in particolare modo sul ruolo del patriarcato nell'evoluzione. Così ho pensato a quanto questa immagine della rana pescatrice - culturalmente parlando - parli anche di noi umani e soprattutto dei maschi umani.
Nella rana pescatrice, quel comportamento ha una funzione evolutiva: garantisce la sopravvivenza della specie nell'ambiente ostile degli abissi.
Nell'uomo, invece? Il parassitismo - che definirei antropologico perché introdotto dal patriarcato che è un fenomeno culturale - non serve alla vita, ma la consuma.
Il parassitismo dello stupro, del colonialismo, dello sfruttamento delle risorse naturali è il prodotto di una gestione patriarcale della società che ha lavorato sistematicamente contro la specie stessa.
È relativamente semplice trovare esempi che dimostrino la natura autodistruttiva del patriarcato:
Partiamo dicendo che il patriarcato ha preso forma quando gli uomini hanno espropriato le donne del diritto sui propri figli, imponendo per legge che la discendenza appartenesse al padre. Da quel momento la paternità non è stata più una relazione, ma un atto di appropriazione economica e simbolica: il primo contratto di proprietà dell'umanità.
Il patriarcato ha distorto le leggi naturali della cooperazione e della diversità, imponendo logiche di dominio e proprietà che hanno ridotto il potenziale evolutivo dell'umanità.
Ha soppresso la popolazione femminile con aborti selettivi e infanticidi femminili, creando squilibri drammatici nel rapporto tra i sessi in intere regioni del pianeta: in alcuni paesi oggi nascono fino a 120 maschi per 100 femmine, un'anomalia che porta a traffici di donne, matrimoni forzati e violenze di massa.
Ha mutilato gli organi riproduttivi femminili di milioni di bambine. Ha imposto matrimoni tra consanguinei per mantenere il controllo patrimoniale, riducendo la variabilità genetica e aumentando malattie ereditarie e fragilità biologiche.
Ha costruito sistemi economici e religiosi che hanno frenato la scienza e silenziato o bruciato il sapere femminile, privando la specie di metà della sua intelligenza evolutiva.
Ha trasformato la maternità in dovere e non in scelta, riducendo la libertà riproduttiva e condannando milioni di donne a cicli di gravidanze forzate, mortalità elevata e povertà transgenerazionale.
Ha fatto della guerra una virtù maschile, mentre le società che privilegiano la cooperazione - il vero motore dell'evoluzione - sono state derise come deboli.
Il risultato è un'umanità segnata dallo sbilanciamento dei due sessi, meno adattiva, più violenta e meno capace di sopravvivere collettivamente. Ha causato milioni di morti con le guerre.
Il patriarcato non è solo ingiusto: è anti-darwiniano. L'uomo per colpa del patriarcato si è comportato come un parassita della propria specie. Sfruttando la femmina come risorsa, ha distrutto il principio stesso di equilibrio che rende possibile la vita. Se il maschio della rana pescatrice vive della femmina per necessità, l'uomo patriarcale lo fa per potere. E in questa differenza c'è la misura esatta della nostra decadenza evolutiva.
Dalla guerra allo stupro, dagli abusi di potere quotidiani fino all'economia, il meccanismo è lo stesso: appropriazione di risorse altrui. La forza come diritto, la dipendenza come ordine naturale.
Il maschio umano non ha mai imparato (o voluto imparare) a vivere senza nutrirsi del corpo di un’altra: la madre che sostiene, la moglie che serve, la terra che produce, il lavoro invisibile che lo mantiene.
Pensateci, l'esistenza stessa del fenomeno della prostituzione è una prova di parassitismo. Quello che non ho dalle donne lo compro mantenendo un certo quantitativo di donne in povertà.
La cultura patriarcale ha trasformato questo parassitismo in virtù. Ha chiamato leadership la predazione, protezione il controllo, amore la dipendenza. Ha eretto un intero mondo sul principio che prendere è potere, e restituire è debolezza.
Tutto - lo stupro, la colonizzazione, l'economia di sfruttamento, la crisi ecologica - nasce da questa stessa radice: una mentalità predatoria che confonde la vita con la conquista.
Riconoscerlo è il primo passo perché gli uomini smettano di comportarsi come parassiti inconsapevoli e comincino a essere parte della vita in modo non autodistruttivo. Finché il maschio non farà i conti con questa cultura maschile parassita verso la donna e la natura, la civiltà resterà solo una forma sofisticata di saccheggio. Fino a quando non finiranno le risorse.















