Cos’è l’INVISIBILE? Di esplorazioni, di segni e disegni in una NotteNera.
Sabato 7 giugno, pomeriggio inoltrato. Arriviamo nel piccolo comune di Serra dei Conti, immerso nelle colline marchigiane della provincia di Ancona.
Fa caldo, ma un leggero venticello rende meno faticosa la salita su per le stradine che conducono nella piazza centrale dove si svolgerà la terza edizione del Festival NotteNera Junior. Case di pietra, mura color pastello: questa tipica cittadina del centro Italia si trasformerà da lì a poche ore in un piccolo Paese di Cuccagna.
Laboratori di falegnameria, piste per le biglie, giochi di legno, uno stand pieno di albi illustrati, mostre e spettacoli animeranno la serata a partire dalle 18:30 fino a notte.
Che ci facciamo lì? Siamo stati invitati a tenere un laboratorio sul tema conduttore del festival: L'INVISIBILE.
Ma facciamo un passo indietro per raccontarvi cos’è NotteNera Junior. Come si legge sul sito della manifestazione, si tratta di «una specifica area di azione che riguarda la formazione dei più piccoli attraverso un progetto che abbraccia l'intero anno scolastico in collaborazione con le scuole del territorio. Il progetto si articola in un concorso di disegno e nei percorsi di laboratorio guidati dagli insegnanti e dai maestri-artisti del contemporaneo i cui esiti sfociano nel microfestival del 7 giugno dedicato all'infanzia e alle famiglie».
Come abbiamo già ricordato, il tema di questa terza edizione era L'INVISIBILE. Ogni gruppo di lavoro lo ha esplorato attraverso differenti linguaggi: quello del corpo, quello visuale del disegno, quello verbale della parola, e lo ha declinato in modo libero. I lavori dei bambini e dei ragazzi sono stati davvero significativi.
A noi ha colpito particolarmente la mostra “Metamonumenti: quando il monumento è personale, per riempire gli angoli invisibili delle nostre città”, a cura di Giacono Giovannetti, realizzata insieme ai bambini della Scuola dell'Infanzia Il Girotondo.
Semplice e chiaro il messaggio di fondo: se esiste qualcosa di importante nella nostra vita, vale la pena di innalzare un monumento in suo onore, anche se solo immaginario! Ed ecco che i bambini hanno prodotto monumenti al papà che fa le carezze, al bambino del passato (!?), alla mamma, al cannocchiale…«monumenti intimi e personali da collocare simbolicamente nei luoghi della propria quotidianità, in un'ottica di riappropriazione emotiva degli spazi urbani».
Per il nostro laboratorio scegliamo un’attività tratta da quella miniera di idee che è il libro di Cristina Francucci L’esperienza dell’arte. Il laboratorio si intitola SEGNI SENSIBILI: renderemo visibili i segni invisibili che le emozioni tracciano dentro di noi, con l’aiuto di musica, colori e di una parete di carta lunga 3 metri, in una sorta di live painting collettivo che coinvolgerà grandi e bambini.
Dopo aver esplorato i significati della parola “traccia”, siamo andati alla ricerca dei segni che ogni giorno lasciamo attorno a noi - dalla forma della nostra testa sul cuscino al morso dei denti sulla fetta di pane - e poi di quei “segni invisibili” che invece vanno cercati dentro di noi. Uno scarabocchio fatto in un momento di rabbia è la traccia di una nostra azione che rivela qualcosa di invisibile: un’emozione associata al gesto.
Ci siamo sbizzarriti a immaginare tanti tipi di segni diversi associandoli ad emozioni o sensazioni come la rabbia, la paura, la felicità, la serenità, l'ansia…. Poi, guidati da una serie di brani musicali, i bambini hanno potuto tracciare sulla parete di carta il disegno delle emozioni che la melodia ha suscitato in loro. Diversi gli strumenti a disposizione: matite morbide, matite dure, pennarelli, pastelli a cera… Ed ecco che hanno preso corpo i loro segni sensibili, i ritmi emotivi sollecitati dalla musica.
I brani che in assoluto hanno generato più entusiasmo sono stati Forbidden Colours (Sakamoto) e Una notte sul monte calvo (Mussorgsky).
A quai, di Yann Tiersen, ha ispirato queste masse di linee viola, come nuvole o gomitoli sospesi sul bianco del foglio.
Sempre Yann Tiersen ha tenuto incollata al foglio la piccola Sibilla, di appena due anni, che ha realizzato questa magnifica composizione:
Il libro L’esperienza dell’arte è stato donato dagli organizzatori di NotteNera Junior alle maestre coinvolte nel progetto e ai bambini vincitori del concorso di disegno.
Con delle insegnanti e dei bambini così abituati a lavorare con i linguaggi del contemporaneo, siamo certi che il libro di Cristina è in ottime mani! Complimenti agli organizzatori di NotteNera Junior per la bellissima iniziativa.