Ricucire una storia. Intervista a Sara Marconi.
In occasione dell'uscita della nostra nuova collana di romanzi illustrati "Storie nelle storie", abbiamo fatto qualche domanda a Sara Marconi, autrice dei primi due volumi: Astolfo, cavaliere curioso e Angelica, principessa combina-guai, illustrati da Simone Frasca.
Com’è nata l’idea della collana “Storie nelle storie”?
La collana nasce da una sintonia. Come quando parli con qualcuno di un problema e a tutti e due viene in mente la stessa risposta nello stesso istante, e giù a ridere. Io ho studiato la letteratura italiana, all’università. È una passione grande, una delle passioni più grandi della mia vita. L’idea che in quelle storie si nascondano storie più piccole che possono appassionare i bambini e le bambine l’ho avuta tanto tempo fa. Poi, parlando con Simone Frasca, abbiamo iniziato a pensare all’Orlando Furioso, che entrambi amiamo molto: sembrava il terreno perfetto per iniziare. Quando l’abbiamo proposto all’editore abbiamo scoperto che anche loro stavano pensando a un progetto simile… e da lì le cose sono successe tutte rapidamente, come se fosse naturale e facile. In sintonia, appunto.
Italo Calvino diceva che «il Furioso è un libro unico nel suo genere e può – anzi direi deve – esser letto senza far riferimento a nessun altro libro precedente o seguente; è un universo a sé in cui si può viaggiare in lungo e in largo, entrare, uscire, perdercisi». Anche tu hai navigato in lungo e in largo tra le sue pagine. Cosa ti ha spinto a rinarrare ai bambini un classico considerato “per adulti”?
Io mi ostino a credere che i libri si dividano in libri belli e libri brutti, non in libri per adulti e libri per bambini. Del resto i bambini si sono appropriati di libri che nascevano per adulti e gli adulti hanno amato libri che erano stati pensati per i bambini (queste cose le dice molto meglio di me Bianca Pitzorno in Storie delle mie storie). Tuttavia è ovvio che ci sono libri che i bambini farebbero molta fatica a leggere; così nascono le “riduzioni”, le “riscritture”… che sono operazioni che capisco ma che non mi appassionano.
Qui la sfida era diversa?
Sì: non si trattava di “ridurre” l’Orlando Furioso riscrivendolo in modo da renderlo comprensibile a tutti; piuttosto era di andare a pescare una storia contenuta in quel poema, sparsa tra le sue pagine, e ricucirla, farla stare in piedi da sola. Restando totalmente fedeli all’originale. Tentando di conservare la forza, l’energia e lo spirito di Ariosto – che è un maestro assoluto, non ha bisogno di essere “semplificato”.
Io scelgo un personaggio e lo seguo attraverso le pagine del poema. Anzi: lo inseguo! Ariosto infatti è bravissimo a intrecciare tra loro le storie, e per districarle ci vuole un po’ di pazienza… Io tengo in mano il filo di un personaggio, per esempio del bell’Astolfo, e lo srotolo lo srotolo fino a quando non ho ottenuto un gomitolo intero. Non è più un arazzo, è un gomitolo. Ma è un bellissimo gomitolo, perché i colori li ha messi Ariosto.
Il fantastico, la magia, la guerra, l’amore, la follia: questi i temi portanti del Furioso. In che misura si incontrano nella collana “Storie nelle storie”?
Si incontrano, tutti. Perché, come dicevo, l’idea è quella di rimanere fedeli, assolutamente fedeli alla storia raccontata da Ariosto. E sono temi che appassionano i bambini. Noi, qui, torniamo all’originale, a quell’originale da cui poi la cultura popolare si è fatta ispirare a lungo, e ancora adesso si fa ispirare; basta pensare all’ossatura di molti film per bambini e serie televisive di successo degli ultimi anni.
Come descriveresti l’Orlando Furioso in un tweet?
Un intreccio di storie, un labirinto di personaggi, un intrico di avventure meravigliose.
Quali sono i personaggi di questo poema che a tuo avviso possono affascinare di più i bambini e perché?
La risposta è facile… sono quelli che abbiamo scelto per i primi volumi della collana!
Astolfo e Angelica sono due bambini. È incredibile, ma è proprio così. Astolfo ha lo sguardo meravigliato, straniato, curioso di alcuni tra i migliori personaggi di libri per ragazzi. Guarda le cose con uno sguardo-altro, uno sguardo non adulto: ed è proprio per questo che a lui, e solo a lui, possono succedere quelle avventure meravigliose. La storia di Astolfo è una specie di piccolo romanzo di formazione, ma la molla è la curiosità, la voglia di andare verso le cose diverse, inattese, senza paura.
Anche Angelica è una bambina. Intorno a lei si muovono gli adulti, goffi nei loro desideri semplici: battere un nemico per essere il più forte, catturare una bella ragazza per sentirsi il migliore, avere un elmo piuttosto che un altro. Angelica passa tra loro, inafferrabile, proprio perché si muove su un altro piano: quello del divertimento. Lei gioca. È curiosa delle persone e delle cose, si spaventa e poi subito si consola, si entusiasma e poi si annoia.
Angelica e Astolfo non sono adulti; non vogliono esserlo; e non essendolo possono scoprire, giocare, imparare, divertirsi.
Qual è il tuo personaggio preferito o la vicenda che ami di più?
Amo Astolfo perché spalanca gli occhi ma non ha paura di nulla; amo Angelica perché sorride e a volte sceglie di diventare invisibile.
Quali saranno i prossimi episodi?
Bradamante e Orlando. Di Orlando non devo dire nulla, è il personaggio che conosciamo tutti meglio. Ma Bradamante… lei rischia di diventare la mia preferita. Lei, la sua armatura bianca, la sua pazienza e la sua impazienza… è un personaggio bellissimo.
Parliamo un po’ di te. Quali erano le letture che preferivi da bambina?
Tutto Astrid Lindgren. Cion Cion Blu, di Pinin Carpi, un libro che ho già letto due volte a mia figlia (che non ha ancora sei anni) ed è il suo libro preferito. Prima ancora i quattro libri di Mary Poppins. E prima ancora… Winnie the Pooh e il Dottor Seuss.
Come sei approdata alla scrittura?
Ho sempre scritto, da che io ricordi. Ho avuto una professoressa delle medie che ha insegnato il gusto per la scrittura a me e a tutti i miei compagni: è un grande debito. Poi per molti anni ho cercato di scrivere libri “da grandi”, ma non mi interessavano abbastanza. Ero sempre insoddisfatta. Nel 2000 ho pubblicato il mio primo libro per bambini, nato per caso: era una storia per mia sorella, che all’epoca aveva nove anni. Da allora non ho più smesso di scrivere storie per ragazzi, è l’unica cosa che mi interessa scrivere davvero.
Durante gli incontri con l’autore, i bambini rivolgono spesso questa domanda e noi te la rigiriamo: hai un luogo preferito in cui scrivi le tue storie?
Scrivo al computer. Sempre. Dunque nel mio studio. Però ho cambiato molte case in questi anni e in alcune di queste scrivevo in giro con il portatile in braccio, ma ormai sono sedentaria. Forse sono invecchiata…
Se potessi scegliere di essere un personaggio dell’Orlando furioso, chi saresti e perché?
Mi sono scelta un personaggio minore, fin dall’inizio di questo lavoro. Si chiama Melissa, è una fata molto seria ed efficiente che compare nella storia di Astolfo e ricomparirà in quella di Bradamante.
Sarai ospite al Festivaletteratura di Mantova, un appuntamento importantissimo per un contatto diretto con i lettori: cosa hai in serbo per i bambini che parteciperanno al tuo incontro?
Sarò con Simone Frasca, che oltre a essere il bravissimo illustratore di questi libri è anche un mio caro amico. Insieme racconteremo le storie nascoste nell’Orlando Furioso. Lo faremo con la voce, con degli oggetti di scena e con un grande rotolo di carta bianca che a mano a mano, nel buio, si srotolerà colorandosi con i personaggi delle storie… sarà divertente prima di tutto per noi… e spero per i bambini e le bambine che vorranno partecipare all’incontro!