Di Silvia Pellegrino È un mercoledì qualsiasi a Londra, di un giugno grigio, tristanzuolo, freddo, the usual insomma. Salgo sul bus per recarmi al lavoro, normalmente metto su le cuffie wireless per ascoltare podcast (sto recuperando "Giornaliste", prodotto da Fondazione Circolo dei Lettori e Storielibere.fm, che vivamente consiglio), ma tra le altre cose, ieri sera ho scordato di metterle in carica, quindi nisba.Nella fila parallela alla mia, seduta pochi sedili più avanti, c’è una donna che sta parlando al telefono animatamente. Tocca col tono della voce tutte le sfumature della disperazione. Il problema che l’affligge e che, riassumendo, influisce a cascata sul resto della sua esistenza è uno solo: i soldi. Same old, same old.Capisco poi che la donna al telefono ha una figlia piccola, e che questo mese non sa come pagare l’affitto. Nella stessa settimana, una conoscente a cui è morto il marito mi ha confidato che verrà sfrattata dalla sua abitazione dove ha vissuto tutta la vita. Casa di Londra numero 2, arrivo - deposito bagagliFeci esattamente quello che molti migranti con zero soldi si ritrovano a fare appena arrivatiFacendo un passo indietro, precisamente nel 2016, anno in cui arrivai senza nessun tipo di piano, se non quello di rimanere per pochi mesi, a Londra la mia situazione economica gravava in condizioni pessime. Non persi le speranze e feci esattamente quello che molti migranti con zero soldi si ritrovano a fare appena arrivati: trovare un lavoro qualsiasi per pagare una stanza o una casa in condivisione. Nel mio caso, si trattava di un appartamento nel profondo est, condiviso con altre nove persone.All’epoca non mi pesava, nonostante mi sia ritrovata la moka lavata accuratamente con il sapone per i piatti, lo scambio di culture diverse e il risparmio economico vincevano su qualsivoglia fattaccio facilmente pubblicabile su CDM.Due anni dopo le mie condizioni migliorarono: appartamento diviso in quattro persone, comodamente servito dalla metro. Era fatiscente? Certamente sì. Topi, infiltrazioni, muffa. ... Continua a leggere su