Epstein, il mio insegnante di matematica, amava chiamarmi alla lavagna. Diceva che la mia testa andava bene giusto per portare un berretto. Diceva che un uccello con un’intelligenza come la mia sarebbe volato all’indietro. Mi mandò a pascolare le oche. Adesso, a distanza di anni da quella frase, quando siedo sotto la palma con le mie tre belle oche, penso che forse allora aveva visto giusto, il mio insegnante di matematica, e aveva ragione lui, perché non vi è nulla che mi renda più felice del guardarle ora avventarsi sul pane sbriciolato, agitare la coda felice, arrestarsi per un attimo in silenzio sotto le gocce d’acqua con cui le spruzzo dalla canna, drizzare il capo mentre il corpo si tende come memore di laghi lontani. Il mio insegnante di matematica è morto da un pezzo ormai e morti sono anche i suoi problemi che non mi riuscì mai di risolvere.
Mi piacciono i berretti, e sempre la sera quando gli uccelli fanno ritorno tra le fronde dell’albero, cerco quello che vola all’indietro.
(Agi Mishol, Oche. Le sue poesie sono molto popolari in Israele. "Oche" è stata affissa su un muro dell'Università di Tel Aviv.)










