La luna 🌙 si nasconde dietro la collina, l'ultima foto è quel che è, non avevo il tempo di usare il treppiede 😅 ma io in qualche modo la amo ❤️ lo stesso! Ci riproverò!
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La luna 🌙 si nasconde dietro la collina, l'ultima foto è quel che è, non avevo il tempo di usare il treppiede 😅 ma io in qualche modo la amo ❤️ lo stesso! Ci riproverò!
Una famiglia vera e propria non ce l'ho E la mia casa è Piazza Grande A chi mi crede prendo amore e amore do, quanto ne ho Con me di donne generose non ce n'è Rubo l'amore in Piazza Grande E meno male che briganti come me qui non ce n'è
Accerchiato.
Alpe Corte, Ardesio, Bergamo, Italia » 02.10.2022 » CAKE - I WILL SURVIVE
inciampare per guardare in sù
Vorrei vivere per sempre nell'ora viola. Quel periodo subito dopo il tramonto, che viene appena prima dell'ora blu. Bellissima anche quella blu, ma trovo che quella viola abbia qualcosa di magico.
Quando le nuvole e il vetro che sta sempre sopra di noi si tingono di quel violetto particolare, è un periodo di tempo dove tutto ciò che pensavo impossibile invece succede. Dove anche la mia anima si tinge di colori calmi, e per un po' trovo la pace anch'io. Dove si può dire tutto, tutto quello che si aveva paura di dire. Perché durante l'ora viola, tutto andrà sempre bene. Durante l'ora viola, bisogna agire, parlare, fare e nessuno reagirà mai male.
Per me l'ora viola è quella dell'azione, mentre quella blu, che viene subito dopo, è quella della riflessione. Lì devi solo zittirti, vedere che il cielo pian piano si accende di piccole lucine, e si prepara per la notte. Durante l'ora blu, non puoi più parlare, fare e agire.
L'attesa di qualcuno non è mai facile. Soprattutto se chi stai aspettando non è consapevole del fatto che lo aspetti.
«L’ultimo riflesso del sole si avvita nel cielo, mentre il crepuscolo transita rapido sulla terra e le cinciallegre indugiano tra i rami, assetate dell'ultimo barlume di luce che muore. Il frascame del bosco vibra di una vita segreta, simile a una memoria vegetale che risveglia i ricordi addormentati nel profondo dell'anima. In questa sosta cosmica, l’aria sembra affondare le sue grandi radici invisibili nel ventre della terra, mentre faville aurate, le ultime schegge del giorno, rilucono come gemme tra i calici dei fiori. La volta celeste, tinta di un ruggito rugginoso e sanguigno, dipinge le nuvole di un giallo fulvo e ardesia, sigillando momenti irripetibili che proprio nella loro fragile agonia custodiscono l'essenza stessa della bellezza. Lentamente, il crepuscolo incupisce il rosso cinabro del tramonto, e il bosco si anima di ombre furtive che annunciano ai fiori l’arrivo imminente della notte. È l’ora sacra della nottola, del tasso e del riccio, il momento in cui lo strepito del mondo dilegua finalmente nel silenzio per lasciare spazio unicamente al profumo denso di zinnie e azalee, l'effluvio sprigionato dalla terra entro cui il tuo ricordo si accentua, si radica e si fa presenza indistruttibile»
(Sosio Giordano)
«C'è un'onestà profonda nel crepuscolo, quando la luce si ritira e lascia che le cose parlino la loro lingua originaria. Lungo la riva, il tempo si flette e perde la sua rigidità geometrica. Le nuvole e le onde si fondono in un flusso continuo, una nebbia liquida che assorbe la stanchezza dei nostri giorni. La percezione si fa pulita, libera dalle rate sparse dei pensieri quotidiani. Non siamo spettatori di un paesaggio immobile, ma frammenti di una matassa sottile che si dipana nel buio. Sostare davanti a questa distesa in cui terra e cielo si baciano significa tornare alla nudità dell'inizio. Lì, dove persino la materia sembra farsi trasparente, il cuore impara di nuovo l'arte dell'ascolto, scoprendo che ogni smarrimento è solo la condizione per accogliere la prima, autentica parola del mondo»
(Sosio Giordano)