La Fondazione Orestiadi svolge attività di promozione culturale producendo ed organizzando mostre, convegni e ricerche con particolare riguardo e costante apertura al mondo mediterraneo. L'ente promuove e organizza le “Orestiadi di Gibellina”, annuale rassegna di teatro, musica, arti visive, poesia ed arti decorative.
Orestiadi: nel segno del contemporaneo, prima edizione, è un festival di teatro, danza, circo e arte performativa, musica, cinema, poesia che include – oltre ai nostri tradizionali luoghi dello spettacolo – alcuni dei tanti spazi architettonici della città di Gibellina. Costruisce un diverso itinerario della percezione riducendo la separazione fisica e mentale tra la sua comunità e i luoghi che la disegnano, e allarga la complessità dello sguardo sullo spettacolo grazie all’incontro tra gli artisti e l’architettura. Dialogo peraltro storicamente non nuovo - se si pensa alle piazze rinascimentali - tra le linee e le traiettorie della ricerca artistica e le forme e le geometrie dei luoghi qui concepiti da architetti particolarmente interessati alla dinamica degli spazi. Gibellina, ricca di insediamenti offre agli artisti e al pubblico questa bellissima opportunità e rimane comunque nel solco di una tradizione già voluta dal suo fondatore Ludovico Corrao, quando le Orestiadi non erano solo al Baglio di Stefano o al Cretto come nelle recenti edizioni, ma invadevano le piazze e i palazzi, trasformando la città in un luogo di festa e di incontro. In questi insediamenti si potrà quindi rientrare con un altro sguardo e soprattutto con tutti i nostri sensi, imparando a vedere come dice Rilke, i luoghi della propria città in relazione ad altro, mutando la concezione dell’architettura come oggetto a sé nel paesaggio, pensando a un uso differente dello spazio e quindi del tempo. Sarà quindi un invito alla scoperta di un territorio, una valorizzazione dello spazio urbano anche con un aspetto politico. L’arte vissuta come strumento per una trasformazione sociale e di rinascita, che avvicina l’arte contemporanea a un pubblico di non specialisti, riappropriandosi dei luoghi della comunità e usandoli come luoghi dell’espressione. I luoghi del Festival sono il Sistema delle Piazze, di Laura Thermes e Franco Purini, con le sue forme geometriche rettangolari che danno profondità e sembrano accompagnare il visitatore in un ambiente che è sempre oltre, il Palazzo Di Lorenzo di Francesco Venezia, particolare esempio di memoria recuperata che racchiude nel suo cortile la facciata di un antico edificio della vecchia Gibellina. Piazza XV gennaio 1968, sede del Municipio della città e delle monumentali sculture di Pietro Consagra, Mimmo Rotella e Alessandro Mendini sarà lo spazio dedicato ai concerti. L’Area 85 di Marcello De Filippo è scelta per atti performativi che possano sfruttare l’altezza e il suo labirinto ferroso. E poi naturalmente il Baglio Di Stefano con il suo palco centrale e infine il Museo Ludovico Corrao che diverrà la casa di performance di danza contemporanea in dialogo con le opere d’arte esposte. Sono più di 25 i gruppi e le compagnie ospitate per questa prima edizione, tra le più significative e riconosciute esperienze italiane ed estere, di danza, musica, teatro, circo, e saranno quasi 150 gli artisti coinvolti a vario titolo, in arrivo a Gibellina poeti, drammaturghi, scenografi, registi, musicisti, attori, ideatori luci e sound designer, coreografi e danzatori, artisti circensi e videomaker. Uno sforzo enorme, in un momento davvero difficile per lo spettacolo e i festival in Sicilia, che ci fa diventare eroi quando non vorremmo né dovremmo esserlo. A nome di tutti noi che lavoriamo qui, chiedo e auspico il sostegno del pubblico, del suo sorriso, dei suoi applausi. Possa la soglia della Porta del Belìce di Consagra, essere solcata da tantissime anime in cerca di bellezza.
presidente Fondazione Orestiadi
Le Orestiadi, nel segno del contemporaneo, nascono grazie ad un progetto elaborato dalla Fondazione Orestiadi e finanziato nell’ambito del P.O. F.E.S.R. 2007/2013, linea di intervento 3.1.3.3.
La realizzazione di questo progetto si intreccia con la crisi economica e di prospettive che la Fondazione da diversi mesi vive a causa dei tagli ai trasferimenti che mettono a repentaglio la sopravvivenza stessa della struttura, con la perdita di 50 anni di storia legata alla rinascita di un territorio e di 10 posti di lavoro. È grazie alla disponibilità di tutto il personale dipendente e dei collaboratori che è stato possibile mettere in cantiere questo progetto ed è a loro che va il ringraziamento di tutto il C.d.A..
Dopo tanti anni la città diventerà nuovamente luogo di importanti manifestazioni culturali, che promuoveranno il territorio e serviranno come volano di crescita economica e culturale. La città con le sue piazze, le sue architetture, le sue sculture en plein air e la sede della Fondazione Orestiadi diventeranno palcoscenico naturale di eventi, che si fonderanno con le parole, i suoni, i colori e le melodie dell’arte. È attraverso questo processo di simbiosi che si vuole affermare il principio di un processo culturale, sociale ed economico inscindibile tra la città e la Fondazione Orestiadi. È attraverso questo processo che si vuole rendere omaggio al compianto Sindaco e Presidente della Fondazione Orestiadi, Ludovico Corrao, per aver creduto, realizzato e tramandato a noi questo immenso patrimonio di opere, ideali e sogni.
presidente Comitato Scientifico
“Più buia è la notte e più vicina è l’alba” così recita uno scritto di un saggio medievale orientale. Ricordo la notte di Gibellina, ero piccola e da tutta Italia accorsero all’appello di Ludovico Corrao artisti, intellettuali e giornalisti. Oggi torniamo a lanciare il nostro appello ad artisti intellettuali e soprattutto a tutti i cittadini che credono nei valori della bellezza e dell’arte, che credono nella urgenza di puntare sulla infinita creatività italiana per affrontare la durissima crisi internazionale che da anni incombe come la morte e falcia grandi e piccole realtà che da tempo operano nell’ambito delle attività culturali.
Per uscire da questa nuova palude che ci trascina verso la disperazione rispondiamo con il coraggio di portare avanti l’utopia. Nel 1968 erano il fango e la neve che raggelavano le speranze dei Gibellinesi, oggi una crisi economica che in modo ossessionante fa credere che tutto sia perduto che non ci sia speranza per l’arte e la cultura.
L’essere umano ha bisogno della bellezza e della speranza così come necessita del cibo e del sonno, è nell’incontro gioioso che rinnova la speranza quando si attraversano le fasi più critiche, è attraverso il piacere dell’intrattenimento che si rinnova la fiducia nella comunità in cui si vive e si rinsaldano i legami. La gioia del riso ci permette di allentare la pressione delle preoccupazioni e ci distrae dall’orizzonte cupo di un’esistenza durissima. Senza speranza non c’è domani e non si trovano le energie per resistere alle difficoltà , senza fiducia negli altri non c’è possibilità di creare quella comunità che ci aiuta a superare i momenti difficili.
Gli artisti tornano a Gibellina ad alleviare il dolore di questi durissimi anni trascorsi senza l’inventiva geniale del loro padre spirituale, Ludovico Corrao. Grazie a lui è stato possibile avviare questo progetto che ci ha lasciato in eredità per continuare dopo di lui a mandare avanti la sua utopia, un sogno che è durato 43 anni e che ora rimane a noi suoi eredi spirituali di portare avanti con l’orgoglio di voler fare la nostra parte e mantenere acceso il lume della ragione in un’epoca dominata da oscure tempeste finanziarie.
Grazie alla forza vitale degli artisti alla loro fiducia nelle infinite capacità dell’essere umano di resistere e di rinascere, nelle piazze di Gibellina ripartirà la gioia di vivere e di reagire allo spettro della depressione. Con le danze, le musiche e le arti della messa in scena rilanciamo la voglia di speranza allentiamo la tensione per divertirci insieme e ritrovare la forza e l’entusiasmo per affrontare le sfide della vita.
Piccola Banda Ikona, Roma
di Chiara Andrich e Valentina Pellitteri - Csc Sede Sicilia
di Davide Gambino e Dario Guarneri - Csc Sede Sicilia
Ogni qual volta levo gli occhi dal libro
prod. I praticabili - OfficineOuragan
prod. La Pentola Nera, Palermo
Emanuele Casale e Giuseppe Rapisarda
Conservatorio V.Bellini, Palermo
di Ruben Monterosso e Federico Savonitto
Compagnia Zappalà Danza, Catania
prod. Scenario Pubblico performing arts
Conversazione con Roberto Zappalà
Compagnia Zappalà Danza, Catania
prod. Scenario Pubblico performing arts
prod. Sosta Palmizi, Camucia di Cortona, Arezzo
prod. Sosta Palmizi, Camucia di Cortona, Arezzo
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Compagnia Danzare Lunare, Bergamo
prod. Brass Group, Palermo
prod. Tanto di Cappello, Palermo
prod. Tanto di Cappello, Palermo
Teatro dei due mondi, Faenza
Teatro - Teatro dei due Mondi
Proyecto Otradnoie, Barcellona / Tolosa
prod. Tanto di Cappello, Palermo
Ass. Bogotà / Nostra Signora
Saverio La Ruina, Castrovillari
Requiem for a dying planet
Cuncordu e Tenore de Orosei
Saverio La Ruina, Castrovillari
Compagnia Franco Scaldati, Palermo
Canti per una voce insonne
prod. Teatri Uniti, Napoli
Baglio Di Stefano - 5 € Titanic The end
da Antonio Neiwiller, Napoli
prod. Teatri Uniti, Napoli
Gian Maria Cervo, Viterbo
prod. Quartieri dell’arte, Viterbo
Nutrimenti terrestri, Messina
Synaptica #2 Alessandra Luberti, Latina
prod. Dds media / Compagnia Esse. P.a.
/Antitesi / New Butho School
prod. Change Performing Arts
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