Comunque io capisco che è primavera ma secondo me dovete (ok, dobbiamo) darci tutti una grossa calmata.
seen from Thailand
seen from United States
seen from Germany
seen from Russia
seen from China

seen from United States
seen from China
seen from China
seen from Thailand
seen from United States
seen from China
seen from United States
seen from China

seen from United States
seen from Russia
seen from United States

seen from Bulgaria

seen from United States
seen from United States

seen from United Kingdom
Comunque io capisco che è primavera ma secondo me dovete (ok, dobbiamo) darci tutti una grossa calmata.
Del vaccino per l’ormonella
Torno a sentire la solita insoddisfazione per il lavoro che faccio, sicché, essendo quest’ultima ciclica, si spiega che il problema sono io e non il lavoro. Progetto un nuovo cambiamento, ma mi sembra, col tempo, di essere diventata più pavida o di aver speso tutto il coraggio che avevo nelle avventure passate e di essere ora più attenta ai calcoli di pro e contro, alle statistiche e ai grafici a barre.
Cammino con la testa incassata nelle spalle fino alla fermata del 54 e a guardarmi indietro vedo i palazzi ordinatissimi, quadratoni neri nel cielo di nebbia, le luci accese che mostrano dalle pareti di vetro scrivanie e sedie tutte in fila, sopra, sotto e di lato, come in un Tris già finito con cerchi e croci. Le gabbie trasparenti che ci ospitano per tempi lunghissimi e perduti non sono posto per gli uomini, chi si è inventato un ambiente tanto inospitale? Chiedo all’autista di farmi salire, che fuori fanno i -3°C e mi sta per venire un attacco di panico. Scrivo su whatsapp alla mia collega per sapere se pensa che troverò casino per strada, considerata la manifestazione. Lei se la ride e mi dice che dove abito io solo un paio di mucche e forse i gatti randagi possono fare protesta. La mia collega non lo capisce perché io voglio abitare lontano dalle cose; il motivo è che quando il tram fa quella curva decisiva e la periferia si apre davanti a me, con la centrale elettrica lontanissima, una signora che infila un collare di margherite ad un labrador, il banchetto dei waffle in piazza, l’inizio del parco che diventa bosco e tutte le costruzioni urbane bruttissime, le case popolari e le villette una in coda all’altra, senza nessuna logica, io percepisco di nuovo in me una benevolenza per il genere umano e mi placo l’agitazione. Soprattutto il parco, che è per sua stessa natura disordinato, mi fa sentire meglio, così decido di passarci una mezz’ora, di concedermi l’esperienza naif e rigenerante dello stare tra gli alberi sotto la pioggia. Solo che io, porco giuda, non sono naif per un cazzo. Io sono, lo sanno tutti, quadratissima, allora inizio a pensare fortissimo ai fulmini che cadono nelle foreste e quasi mi riviene l’attacco di panico scampato prima. Fanno i -3°C, percepiti -84°C, zuppa d’acqua come sono. Ricammino tutta incassata a piedi fino a casa. Entro, mi sfilo il berretto e dico “Urca, se piove!”, poi smetto finalmente di essere mancante. Ritorno completa e prometto di non farmi più domande almeno per un giorno.
Alla vita chiedo una sola cosa: anticipare di qualche anno la mia nascita solo per uno straccio di possibilità con Ethan Hawke giovane (e senza tinta)
Facciamo finta che non abbia voglia di succhiarti il cazzo.
Ma fingo malissimo.
Adesso. A #Forum #ormonella #beard