Ireland, waves crashing, Cliffs of Moher

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Sade Olutola
YOU ARE THE REASON
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Cosmic Funnies
trying on a metaphor

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Xuebing Du

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Cosimo Galluzzi
we're not kids anymore.

祝日 / Permanent Vacation
Misplaced Lens Cap
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@wirta
Ireland, waves crashing, Cliffs of Moher
https://creanavt.tumblr.com/archive
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La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. Non certo in quanto “mezzo tecnico”, ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta lo spirito del nuovo potere.Non c'è dubbio che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il rapporto della televisione con i suoi spettatori è tipicamente autoritario: infatti tra video e spettatore non c’è possibilità di dialogo. La televisione è una cattedra, consacra, dà autorità, ufficialità. Anche i personaggi comici, stanno lì con l’aria di aver ricevuto una benevola manata sulla spalla da chi è più potente di loro: anzi, da chi è Potente per eccellenza. Insomma il video rappresenta l’opinione e la volontà di un’unica fonte d’informazione che è quella appunto del Potere. E tiene così in soggezione l’ascoltatore.Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione), non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre.
Pier Paolo Pasolini, “Corriere della Sera”, 9 dicembre 1973
“V'immaginate se alla fine non era colpa dell'opportunismo e della falsità della gente, né dell'incomunicabilità propria di questi tempi frenetici, e nemmeno dei social network che ci hanno tolto il contatto umano, ma eravate proprio voi a fare schifo?”
— (Antonella Spinella)
everything is changing
In a 2012 interview in New York Magazine, Mandy Patinkin said that his most famous line from The Princess Bride (1987) (“Hello. My name is Inigo Montoya. You killed my father. Prepare to die.”) gets quoted back to him by at least two or three strangers every day of his life. Patinkin told the interviewer that he loves hearing the line and he also loves the general fact that he got to be in the movie, stating, “I’m frankly thrilled about it. I can’t believe that I got to be in The Wizard of Oz, you know what I mean?”
The Princess Bride (1987) dir. Rob Reiner
PEDRO PASCAL | The Hollywood Reporter
'X-ray High Heeled Shoe by Karl Lagerfeld, Monte Carlo, 1995'
© Helmut Newton
Sofia Bonati
Ph. Amelie Satzger