Tutti mi hanno detto che oggi è un giorno come un altro. Forse è vero. Scusa se non ti ho scritto prima, amore mio. Mamma non ha avuto tempo, è stata distratta, è stata triste, insofferente, sola. Ci sono momenti nella tua vita, amore mio, in cui non saprai più dove appigliarti, momenti in cui semplicemente non avrai voglia di far nulla, di non vedere nessuno, di non parlare con nessuno. Ci saranno giorni in cui vorrai solo stare a letto e chiudere le tapparelle e dormire, o far finta di dormire, sperando che arrivi quel messaggio che ti salverà dalla noia, che ti salverà da te stesso e da quella tristezza.
Ma la vita non è un film, né una delle tue favole, amore mio. Nella vita reale quel messaggio non arriva e tu sarai costretto a guardare il silenzio di quella stanza, asfissiante, doloroso, un silenzio che hai creato da solo, con le tue mani.
Ma a te la vita vera non toccherà ancora, tu sei piccolo, prezioso e mio. Ed io ti difenderò sempre da tutto questo, amore. Per adesso ascolta semplicemente la mia voce, ascolta in silenzio, fai il bravo e riposa.
C'era una volta, tanto tempo fa, in un paese molto lontano un giovane principe.
No, aspetta...ricominciamo.
C'era una volta, nel XXI secolo, a New York, un uomo d'affari, ricco, in carriera e molto bello. Era un uomo silenzioso, spesso sulle sue, imbronciato eppure molto affascinante. Era uno di quegli uomini belli, consapevoli di esserlo eppure fragili, fragili come te, amore mio, fragili come il cristallo. E quella loro fragilità li rendeva deboli. Un uomo d'affari non può essere debole, cosetto. Un uomo d'affari deve essere forte, serio, capace, deve trascinare le masse e deve sempre dimostrarsi all'altezza della situazione.
Accadde che un giorno quell'uomo incontrò una ragazza. Lei non era molto carina o, per lo meno, non si era mai sentita tale. Si innamorò subito del burbero uomo d'affari, si innamorò dei suoi capelli, dei suoi occhi, del suo sorriso, dei suoi modi accattivanti; si innamorò della conquista della sfida che rappresentava per lei quell'uomo.
Accadde che un giorno quell'uomo si innamorò di quella ragazza. Lui non era pronto a quell'amore, non era pronto a quel sentimento. E si tirò indietro. È sempre più facile tirarsi indietro, provare strade più facili, strade già battute, piuttosto che una strada nuova, inesplorata, oscura ed incerta.
Accadde che il tempo passò, inesorabile. Giorno dopo giorno portò con sé le stagioni e gli anni. E la ragazza lottava per quell'amore, lottava per tenere stretto a sé quell'uomo tanto fragile. Lei che non era bella e lui che lo era troppo.
Lei lottava contro tutti, lottava per essere accettata, per essere amata, per renderlo fiero. Lottava per sentirsi parte della sua vita, dei suoi pensieri e del suo cuore. Lottava e soffriva e aspettava.
Non c'è nulla che uccida più di questo, amore mio.
L'uomo era tanto sicuro dell'amore della ragazza, troppo sicuro. Lui non faceva nulla, aspettava, si godeva quelle attenzioni, quando ne aveva voglia, e aspettava. Aspettava finché lei non era stanca, aspettava fino a vederla sfinita e allora le comprava dei fiori, andavano a cena insieme e facevano l'amore. Chiedeva scusa, lui; lei le accettava nonostante l'orgoglio, nonostante la stanchezza, nonostante tutto.
Come ti sembra fin qui questa storia? Non è allegra, non c'è niente di romantico. C'è solo l'amore. Questo è il vero amore, bimbo mio. Questa è la vita vera, la vita dei grandi, la vita dei compromessi.
Hai ragione, questa non è una storia di vero amore. Questa è la storia di quello che noi chiamiamo amore ma che in realtà non lo è. Non so neanche io cosa sia; però non credo si possa chiamare in questo modo.
Adesso ti racconto la fine di questa storia, amore mio. Ascoltami bene.
Accadde che un giorno la ragazza incontrasse un ragazzo. Neanche lui era bello o, per lo meno, non si era mai sentito tale. Loro non si innamorarono; avevano gli stessi difetti, lo stesso malcelato orgoglio, la stessa simpatica stupidità, gli stessi pregiudizi aleggiavano su di loro. Erano uguali, quei due. Uguali e diversi. Complementari.
Loro non si amavano, non dicevano di amarsi e non facevano l'amore. Ma volevano farlo. Lui voleva assaggiare la pelle di lei, le sue labbra, voleva passare le dita tra i suoi capelli e affondarle sui suoi fianchi pieni. E lei...lei voleva solo viverlo, anche se non aveva il coraggio di ammetterlo.
Oggi finisce così la nostra storia, senza un vero finale. I nostri protagonisti sono ancora tutti lì, bloccati nel tempo. Lei che lotta per il suo uomo e il ragazzo che non ha il coraggio di lottare per lei. E allora sono amici, amici che agognano una vita insieme, amici che vogliono viversi. E l'uomo d'affari? Lui è troppo impegnato a pensare ai suoi affari per rendersi conto che il mondo, volente o nolente, va avanti senza aspettarlo.