Palamito a fondo (prima parte)
In questo primo articolo prendiamo in considerazione la costruzione di un palamito (palangaro) a fondo. Nel successivo vedremo come calarlo e salparlo, soffermandoci anche sulle esche più utilizzate nella nostra zona.
La coffa
Per la costruzione del nostro palamito è necessario prima di tutto procurarsi una cesta di plastica abbastanza grande. Quella specifica, chiamata “coffa”, la si può trovare in vendita in numerosi negozi ad un prezzo che va dalle quindici alle quaranta euro (dipende dalle dimensioni). Presenta una scanalatura circolare dove viene inserito il sughero porta ami e un bordo ampio dove si possono adagiare i braccioli già innescati. Volendo risparmiare un po' va benissimo anche un mastello in plastica di uguale capacità, di quelli che si utilizzano per l'edilizia, il cui prezzo è decisamente inferiore (si trovano anche a meno di dieci euro). Per le dimensioni diciamo che un mastello da 40 lt (47cm di diametro per 33cm di altezza) è equivalente ad una coffa capace di ospitare 100-150 ami e costa la metà.
Nella scanalatura della coffa o sul bordo del mastello (da qui in avanti prenderemo in considerazione solo quest'ultimo) viene collocata una striscia di sughero di circa 3x3 cm. Queste strisce sono reperibili in qualsiasi negozio di pesca ad un prezzo intorno ai 2-3 euro al metro. Si possono applicare con uno strato abbondante di colla a caldo (sarà più facile rimuoverle qualora dovessimo sostituirle) e fissare per sicurezza con delle legature al bordo del mastello. Per intenderci, il risultato deve essere il seguente:
Sul fondo della coffa conviene praticare dei fori al fine di sfar scolare l'acqua che inevitabilmente si accumula quando il palamito viene salpato.
Struttura generale del palamito
Prima di prendere in considerazione la realizzazione del palamito propriamente detto è utile osservare lo schema che segue per comprendere quali sono le componenti e i loro nomi.
In pratica abbiamo una lenza madre (trave) alla quale sono legati un certo numero di terminali (braccioli) che può andare da 50 a 200 (limite massimo per legge nella pesca sportiva). Il trave è fissato mediante due moschettoni alla cima (caluma) di ciascuna delle due bandiere di segnalazione, che devono essere di colore giallo. Le bandiere sono ancorate mediante una zavorra in piombo (mazzera). Il nostro palamito non prevede piombi aggiuntivi sul trave, né galleggianti. La lenza madre scorre lungo la caluma raggiungendo lentamente il fondo.
Il trave
Come trave si può utilizzare sia il nylon che il cordino (treccia). Se siete alle prime armi il cordino è più semplice da gestire e si evita il rischio che si formino le cosiddette "parrucche". Ovviamente esiste una certa differenza di prezzo — il nylon è inoltre "più pescoso" — ma il maggior costo della treccia viene ripagato ampiamente dal minor numero di problemi. La treccia per palamito viene venduta solitamente al chilo; quella da 2 mm ha un costo che si aggira sulle 10-15 euro al chilo (un chilo di treccia corrisponde circa a 250-280 mt). Chiaramente il diametro della treccia e la sua lunghezza, per unità di peso, stanno in proporzione inversa (un chilo di cordino da 1.2 mm sono quasi 450 mt. contro i 270 mt, di un chilo di cordino da 2 mm). Quanti metri di treccia (o nylon) sono necessari dipende dal numero di ami (e quindi di terminali) di cui sarà composto il nostro palamito. Per praticità la distanza tra i terminali si misura a bracciate. È ovvio che l'apertura delle braccia non è uguale per tutti e non si possono pertanto fornire misure molto precise. Considerando una bracciata media da 1.50-1.60 mt e una distanza tra un terminale e l'altro di 3-5 bracciate (quindi 5-8 mt) si può facilmente dedurre che per un palamito da 100 ami servono come minimo 1000 mt di treccia.
I terminali (braccioli)
Per i terminali si utilizza un monofilo di nylon di diametro che può variare da uno 0.50 a uno 0.70. In media la lunghezza dei terminali è di 170 cm (qualche centimetro verrà consumato per fare il nodo). Conviene prepararli prima di legarli al trave. Un sistema efficace è quello di legare l'amo al bracciolo e di appendere il terminale ad uno stendipanni. Quando li avremo preparati tutti ci occuperemo di legarli al cordino.
Costruiamo il palamito
Prendiamo il capo libero del cordino ed effettuiamo il nodo per l'aggancio al moschettone. Esistono vari nodi; il più semplice è il nodo a otto, ma si può eseguire anche un banale nodo doppio. L'asola risultante può essere collegata al moschettone direttamente o tramite una "bocca di lupo". Mettiamo il moschettone collegato al cordino nella coffa (o mastello) e filiamo cinque sei bracciate di treccia (una decina di metri). Questa porzione di cordino, privo di terminali, sarà quella che dopo aver calato il palamito andremo ad agganciare alla caluma. Dopo questi dieci metri iniziamo a collegare i braccioli al cordino (i nodi li vediamo nel dettaglio a fine articolo). Come abbiamo detto poco fa, legheremo un bracciolo ogni 5-8 mt (3-5 bracciate). Una volta collegato ogni terminale, l'amo verrà infilato nel sughero della coffa (uno dopo l'altro). Conviene infilare il primo amo (per riconoscerlo) in maniera diversa dagli altri. Legati tutti i braccioli filiamo altre cinque o sei bracciate di treccia e colleghiamo un moschettone (come abbiamo visto prima). Questo moschettone però lo agganciamo al manico del mastello in modo da non doverlo andare a cercare sul fondo (dove peraltro c'è il primo moschettone).
Le bandiere di segnalazione
Se ne vedono di tutti i tipi, da quelle professionali a quelle realizzate addirittura con tanichette di plastica. Un buon compromesso è acquistare due boe con foro passante di colore giallo (costo circa 5-7 euro a pezzo) al cui interno fissiamo un asta costituita da un tubo rigido in pvc per cavi elettrici (del diametro adatto al foro passante della boa). Alla sommità del tubo applichiamo una bandiera ottenuta con con del raso (poliestere) di colore giallo (costa circa 3 euro al metro). Alla base del tubo (che supera la boa a mo' di deriva) applichiamo un peso in modo da tarare il sistema galleggiante (boa e bandiera devono rimanere chiaramente verticali una volta in acqua) e un anello/moschettone per l'attacco alla caluma.
La lunghezza della caluma dovrà essere di una decina di metri superiore al fondale. Su un fondo di 30 mt, per fare un esempio, la caluma sarà di 40 mt. Il piombo per l'ancoraggio della caluma (mazzera) è come minimo di 2-3 kg. L'intero complesso deve essere calibrato (tarato) con attenzione. Il palamito, come è ovvio, non deve spostarsi; le boe di segnalazione non devono affondare (per questo abbiamo lasciato la caluma più lunga di una decina di metri), né trascinare via la mazzera sul fondo.
Nodi
Ne mostreremo alcuni tra i tanti possibili. Altri li potete trovare nella sezione "fondamentali" (da consultare periodicamente in quanto in continuo aggiornamento).
Il nodo a otto, classico, lo utilizziamo per creare l'asola da agganciare al moschettone. Per legare i braccioli (terminali) al trave sono proposte due soluzioni: un doppio collo con nodo uni a tre spire e un semplice doppio uni. Per gli ami, come saprete, ne esistono a bizzeffe. Il banale uni per amo sia a paletta che ad occhiello può essere sostituito con un nodo più complesso e performante (per gli ami ad occhiello un buon palomar ad esempio).











