Balsa Trotting
La pesca al colpo in passata con i Balsa. Realizzazione del galleggiante, montature ed azione di pesca.
La Balsa propriamente detta è un albero ed il suo legno, leggerissimo, è ampiamente utilizzato per la costruzione di numerose tipologie di galleggiante. Per questo motivo parlare genericamente di balsa in sé dice poco e niente se non identificare un materiale e quindi delle caratteristiche costruttive con annesse proprietà. Ma al di là di ciò i galleggianti differiscono tra loro per tanti altri aspetti che li rendono, ciascuno nella sua categoria, unici. Quando ci si riferisce al balsa come galleggiante (the Balsa) e non come legno (da cui ovviamente prende comunque il nome) si va ad indicare un tipico galleggiante inglese, parente prossimo degli stick floats e che con questi si trova in una sorta di rapporto di continuità. Un galleggiante da passata in correnti abbastanza importanti ed acque medio-profonde, generalmente di una certa portata e di forma affusolata.
Realizzare un Balsa
Il Balsa non è un galleggiante comune e al pari degli stick floats, già più conosciuti, risulta di difficile reperibilità a meno di non ordinarne qualche modello su negozi d’oltremanica. Noi lo abbiamo realizzato, seguendone le caratteristiche principali, a partire da un galleggiante in balsa nostrano di forma e portata simile. Si tratta sostanzialmente di un adattamento che prevede la rimozione dell’anellino per il filo passante e la modifica della sommità con realizzazione di una cupola. Seguono poi le colorazioni.
Si ottiene alla fine un Balsa vero e proprio che si fissa in lenza con i classici anelli/tubicini di silicone che lo rendono intercambiabile. Il modello classico ha una portata di 3-4 grammi ma se ne possono produrre di più grandi o più piccoli a seconda delle esigenze.
La lenza per il Balsa
La piombatura in genere non è tra le più delicate. Salvo casi particolari (trotting con Balsa di piccole dimensioni in corrente lenta) il peso è concentrato in una serie di bulk e ha la funzione di far calare rapidamente l’esca e tenerla in prossimità del fondo per tutta la passata. Dimentichiamoci dunque, almeno per ora, le lunghe spallinate cui siamo in genere abituati e l’esca che cala lentamente. Quella con il Balsa è una pesca che non va proprio per il sottile e mira alla cattura di pesci che mangiano a contatto con con il fondo e in condizioni di flusso importante. Qui in Arno Pisano si tratta di carpe e channel di una certa taglia quindi anche la lenza non sarà di certo capillare.
Una caratteristica invariabile della lenza è la presenza di un pallino stabilizzatore (e con funzione di marker) subito al di sotto della deriva del galleggiante. A seconda della portata e delle condizioni il pallino può variare in peso ma in genere è del tipo BB (0.4 gr) oppure AAA (0.8 gr) potendo però salire fino a SSG (1.6 gr) quando la situazione lo richiede. Questo peso rende il comportamento del Balsa simile a quello di uno stick float (che anch'esso peraltro prevede l’uso di un marker anche se possiede già uno stelo più pesante del corpo) e ne stabilizza la passata in presenza di flussi non troppo uniformi, facilitando inoltre un certo grado di trattenuta (seppure lieve) dato che l’assenza di spalle tende a far scivolare il galleggiante facilmente fuori dal pelo dell’acqua. Per quanto concerne la distribuzione del peso la mia lenza di partenza è la seguente.
Ne esistono tante e ne ho provate tante. Le lenze sono un po’ come i vestiti, devono svolgere la loro funzione ma devono anche corrispondere allo stile del pescatore e alle sue preferenze. Non c’è niente di immutabile e i gusti cambiano nel tempo quindi prendetela come spunto, non di più. Questa vuole ricalcare una lenza classica da Balsa ma vuole sapersi anche adattare alle condizioni mutevoli di un fiume come l’Arno Pisano la cui corrente cambia di continuo in funzione della marea. La giusta taratura del galleggiante (noterete che mancano 0,3 grammi) la si lascia al marker shot (eventualmente si aggiunge un pallino più piccolo o se ne applica uno singolo un po’ più grande). Questa lenza è per correnti abbastanza importanti ed uniformi, tipicamente nella fase di scialo (marea calante). Il triplo bulk (3BB, 4n. 4, 2n. 6) consente di aprirla se le condizioni lo richiedono ed avere una presentazione leggermente più morbida come la seguente.
Ovviamente è solo una delle tante variazioni possibili. Consiglio di utilizzare del piombo morbido, non tossico e le pinze Cresta (che avete trovato recensite in rivista). Modificare la lenza sarà così più rapido e indolore per il filo.
Azione di pesca
Tipicamente il Balsa è un galleggiante da passata in acque con una certa corrente e di una certa profondità che “interviene” dopo che gli stick floats hanno esaurito la loro funzione. La pasturazione in queste condizioni richiede l’uso di bocce ed incollati e storicamente si sono utilizzate quasi sempre esche voluminose. In Arno su linee di pesca che non superano i tre metri di profondità ed ammettendo passate abbastanza lunghe è ancora possibile una pesca con il bigattino e addirittura il pellet da risultati interessanti. Quando il flusso rallenta e si può aprire la lenza ha senso anche una pasturazione manuale a larve sfuse. Sondare è fondamentale, anche se in corrente ha le sue difficoltà.
Non staremo qui a soffermarci su questo aspetto ma comunque operiate è importante che l’esca passi vicino al fondo. L’Arno Pisano è “maledetto” per il suo fondale così, conoscendolo, io mi limito a sondare piuttosto vicino a riva e poi aumento l’altezza finché durante una passata non noto che l’amo struscia sul fondo dopodiché alzo di qualche centimetro fino a trovare la giusta misura. C’è il rischio di lasciarci il terminale ma è l’unico sistema. Sulla linea di pesca più corta le prede prevalenti sono le carpe.
Questi ciprinidi fanno quasi sempre lo stesso percorso in cerca di cibo e anche quando di una certa taglia (parliamo di pesci che superano i quattro chili di peso) amano stare piuttosto a ridosso della sponda. L’azione di pesca quasi marginale è più semplice di quella a maggior distanza per vari fattori tra cui, indubbiamente, una minor profondità ed una corrente più lenta, il che favorisce la pasturazione e la presentazione dell’esca. Su una linea di pesca più distante (una quindicina di metri circa), specie se è possibile una presentazione più aperta, è facile intercettare i cavedani.
Sono pesci che molti di voi conoscono bene ma che qui in Arno non richiedono lenze capillari per via del fatto che l’acqua è sempre scura. L’importante è l’equilibrio tra presentazione e pasturazione e che, pescando con il Balsa, non mangino in calata ma sul fondo perché la lenza, per quanto la si possa aprire, tende comunque ad affondare abbastanza rapidamente, almeno rispetto alle classiche spallinate utilizzate per questa specie di ciprinidi. Altre prede classiche sono poi gli channel (gatti americani), in particolare nella bella stagione e praticamente su ogni linea di pesca.
Si va da esemplari di piccole dimensioni fino a veri e propri colossi di svariati chili. Per questo motivo (carpe comprese) in Arno Pisano le lenze non possono mai essere troppo sottili, altrimenti non si riesce a reggerli.
Attrezzatura
Il Balsa, come da tradizione inglese, è un galleggiante top and bottom che si abbina alle match rod e che richiede il classico lancio laterale (sideways cast) in modo analogo alla pesca con gli stick floats.. La distanza di pesca non sarà mai eccessiva attestandosi al massimo ad una lunghezza pari a circa tre volte quella della canna e la cui misura è da mettere in relazione alla spot (altezza della riva, profondità di pesca) e alla linea che si vuole seguire.
Come tutti gli approcci che prevedono l’uso dei top and bottom non è previsto di affondare il filo che rimane dunque in superficie. La pesca con il Balsa teme quindi il vento che, se presente, deve provenire o da dietro o lateralmente in verso contrario alla corrente. In bobina un nylon classico è tutto ciò che serve, senza dunque che sia né di tipo sinking né a bassa elasticità. La pesca è a passata con piccole e brevi trattenute, quindi a canna in mano. Ciò nonostante un supporto dotato di rod e butt rest è fondamentale per poter svolgere in tranquillità le tante operazioni che richiedono l’uso delle mani libere, come ad esempio operare aggiustamenti sulla lenza, ecc.
Approfondimenti
Esistono Balsa più piccoli per un’azione di pesca leggera e molto altro ancora rimane da dire sui galleggianti standard. L’appuntamento come sempre è in rivista, nel prossimo numero unico. Vi ricordo la nostra pagina Facebook ed il canale Telegram dove quotidianamente vengono pubblicati aggiornamenti, notizie e ci confrontiamo su svariate tematiche. Molto di quello che viene poi scritto sul blog e successivamente elaborato in rivista passa prima da questi spazi di discussione. Se siete interessati sono a vostra disposizione.
Testo e Foto: Franco Checchi











