José Emilio Pacheco. Palinodia. Como la lluvia. [19]

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José Emilio Pacheco. Palinodia. Como la lluvia. [19]
Palinodia
“Me arrepiento de todo lo que dije y de cuanto callé. Pido perdón al silencio. Lamento haber interrumpido la Nada.”
José Emilio Pacheco
Suidas s.v. palinodia: ‘Counter song’ or 'saying the opposite of what you said before.’
Anne Carson, from Autobiography of Red
Palinodia all'uscita in colazione - dedicato a Lea
E a quel punto pensi che non ci sia niente di male a proporre una colazione.
Cos’è che della colazione ti piace tanto, Lea? Cos’è che ti permette di sentirti così al sicuro di fronte a una tazza bollente e una cestina di ribes, piuttosto che di sera, di notte, con il buio le luci basse e l’alcol ghiacciato a una portata di mano facilissima? Quando hai la scusa più castrante del mondo per scappare - quella del sonno - e non farti vedere mai più? Di perderti dietro un angolo e svanire, soprattutto se abiti in periferia?
Colazione è rischioso. Se esageri con la matita per gli occhi, se non stendi il fondotinta con grazia, avrai la faccia dell’ultima Loredana Bertè nella giuria di Amici. Questo vuol dire partire in svantaggio e dover per forza recuperare con lo spirito dell’humor - devi impressionare, mostrarti della stessa sostanza di cui è fatta la spigliatezza, sicurissima del pezzo di donna che (non) sei e riderci su. Semper fidelis al prendersi pochissimo sul serio. Una di quelle che la sera prima può mangiare aglio e darti comunque il bacio del buon giorno più fresco di una Ricola. Tutto ciò alle 9.30 del mattino. Ma per piacere, Lea - dico io. Se passa mezz’ora da quando scendi dal letto a quando chiudi la trusse (e non è detto per non riaprirla mai più), ti pare d’essere così spregiudicata? Sei una finta ‘tutta d’un pezzo’. Ti sgretoli per una sola briciola di pistacchio fra molare e premolare.
Stai ancora pensando perché dovrebbe essere la scelta migliore per un incontro, la colazione.
Giochi sull’imprevedibile, dici tu. Una situazione inusuale, che nessuno si aspetta di dover prendere davvero sul serio. Alla quale si risponde Occhei! per curiosità. Magari anche ridendo. Poi si arriva lì, e solo di fronte alla porta del bar ci si rende conto che si stanno per condividere le ore più pudiche del giorno - più pudiche della rottura-ghiaccio avant connilinguis - con uno straniero. E ci si caca in braga, consapevoli che è troppo tardi per una retromarcia. La partenza del compagno colazionante diviene pertanto nervosa, e tu, regina delle mantidi religiose, puoi spassartela nel sadico compiacimento dello stare a guardare uno che suda freddo anche ad agosto.
Secondo me, Lea, gli appuntamenti a colazione sono quelli col più alto tasso di disdette dell’ultimo minuto. Si possono sfogliare le scuse più varie, e al contempo più verosimili. Il letto e il piumone hanno la stessa potenza attrattiva su tutti. Ogni sveglia media di ogni uomo medio ha la stessa probabilità di non suonare - o di non essere sentita. Ovunque nel mondo, le 8.30 sono la punta degli imbottigliamenti e degli incidenti-facili da quando Marinetti ebbe il suo. A colazione si pacca, e si pacca facile. A colazione pacca anche chi l’ha proposta.
E’ un dato di fatto che a colazione, come ad ogni pasto, ci si sbrodola. Il rischio però si presenta centellinato in più occasioni, senza poter indossare con orgoglio la santa armatura del tovagliolo a bavaglino (un espediente che negli ultimi anni il bon ton ha riportato in auge). Allora i discreti ordinano ‘Solo un caffè, grazie.’, finendo a parlare a vanvera dopo un’ora solo per tappare il brontolio del corpo e depauperare, così, il dolce silenzio.
Non esistono battute di spirito. Non esistono giochi d’arguzia. Non esistono doppi sensi raffinati. Si è noi, con la nostra voglia di cibo e di autoconservazione, nella nostra forma bestialmente più primordiale. Lea, perché andarsi a cacciare in un simile disagio? Perché tormentarsi così?
Perché, tu mi dici - a colazione arrivano i guerrieri.
E se ti propongo una colazione, vuol dire che ti sto sfidando e so già che vincerai.
Note to the self: eliminare la parola "comunque" dal vocabolario.