Commentano sotto vignette del genere fiere e allegre di essere “stronze”. Lo prendono come una buona dote caratteriale, di norma associata al “non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno”.
Per loro è un auto complimentarsi.
Se pensi che io sia una stronza, vuol dire che sono tosta, che ho le @@, che potrei essere pericolosa.
É importante che dall’altra parte arrivi il concetto chiaro del “con me non si scherza” (concetto ovviamente fasullo, ma che non si sa per quale motivo debba essere pubblicizzato al grande pubblico).
Cioè, se tu ti dipingi come una stronza e te ne vanti pure, non vedo perché qualcuno dovrebbe anche solo parlarti.
Care donne, anzi, care “stronze”, siete un po’ come i bambini che vogliono essere abbracciati, ma l’ego del femminile frustrato che custodiscono dentro gli impedisce di chiedere un abbraccio. Adottate continuamente questa maschera di personalità tronfia e ribelle, mentre la natura del femminile è di tutt’altra pasta. Molto più ingegneristica di quanto a occhio e croce siete in grado di sopportare.
Tuttavia, io non scrivo per sindacare sul vostro diritto di sentirvi in questo stato, io scrivo certe cose perché non vi rendete conto di quello che esce dalle vostre bocche. Di quali aggettivi usate, con quali appellativi vi definite.
Ignorate che le parole hanno un peso. Che le parole manifestano, mettono in moto intenzioni e condizioni. Che muovono popoli interi, motivano e distruggono. Ignorate che il vostro inconscio assorbe e ascolta tutto quello che vi raccontate.
Per cui vi date delle merde e siete contente di darvi delle merde. Rafforzate l’emozione condividendola con altre che a loro volta si danno delle merde. Pensate sia una buona cosa, lo scrivete più volte con quel tipo di orgoglio cieco e malnutrito.
Cosa attira la merda? Perché vi piace tanto definirvi sterco? Che profumo ha la vostra pelle? Quale sensazione produce l’idea di essere contenitori di letame?
Ci pensate mai a questo? Può amare una merda? E cosa riceve se è già solo rifiuto?
Come sempre vale anche per gli uomini.










