Finalisti Premio Roberto Sanesi di poesia in musica - II edizione
Ecco i nomi dei quattro finalisti del Premio Roberto Sanesi di poesia in musica di quest'anno.
La giuria emerita composta da Federico Sanesi, Max Collini, Alessandra Greco, Isidoro Concas e Gaia Ginevra Giorgi ha decretato quanto segue:
Simone Tencaioli, Somma Zero (39)
Ambra Drius, Varylem (36)
Mohamed Amine Bour, Cuore diramato (34)
Cristian Kosmonavt Zinfolino, Compendio di Groenlandia (33)
Il voto della giuria emerita si sommerà al voto del pubblico presente alla finale dell’11 settembre 2021 al Parco Aurelio Peccei di Torino, decretando così i vincitori.
Simone Tencaioli, Somma Zero. Un lavoro coerente di costruzione ritmica, rimata e con rimandi interni frequenti a simili gruppi sillabici, crea movimento nella struttura testuale-musicale, e sospensioni, quasi fermo immagini dettati dall'uso di anafore. Le tematiche affrontate riguardano l'esistenza, con riflessioni a sfondo psicologico sullo spazio fisico e mentale, accenni alla realtà quotidiana, ai temi dell'alienazione, della convalescenza. Non manca una punta di ironia e uno sguardo attento sul 'reale', si percepisce una sensibilità proprioricettiva, come se l'istanza poetica si facesse in virtù e grazie anche alle esperienze e alle relazioni del corpo e al suo movimento nello spazio.
Ambra Drius, Varylem. Nella costruzione di un 'ambiente' fatto di parole, il suono giunge quasi alla messa in crisi dell'enunciato. Erode la parola, non le è data centralità, un farsi a lato, ricucendosi o assorbendosi nell'ambiente sonoro, nel lavoro Kirurgia, è, questa parola, essa stessa, agita-agente, atto che applica texture in maniera raffinata.
Mohamed Amine Bour, Cuore diramato. Nel lavoro di Mohamed Amine Bour scorre una vena legata alla tradizione che ha valore intimo, affettivo e umano. C'è fedeltà alla poiesis, alla parola poetica, questo fa sì che vi sia una presenza consapevole del proprio vissuto personale, che ha la solidità di chi sa fare un lavoro su di sé con maturità, in accordo col titolo è un Cuore diramato, parola questa che ha una doppia accezione: di pianta che viene potata, ma anche che si divide in rami nascenti dallo stesso tronco. Così fa chi ha la capacità di mantenere legami anche se mutilato, privo di una qualche importanza storica o sociale, ma che sa lasciare un varco di umanità aperto. Con linguaggio posato, disincantato ma profondo e limpido, segue e riprende efficacemente l'andamento musicale fatto di ritorni ciclici, ed è capace di spostare verso punti singolari della memoria, una narrazione che è una sorta di geografia dell'animo e delle esperienze umane.
Cristian Kosmonavt Zinfolino, Compendio di Groenlandia. Di fronte alla complessità e alle criticità del momento che stiamo vivendo, KOSMONAVT affronta il tema cruciale della sopravvivenza, discorso politico ed etico che mostra un'umanità debole e corruttibile, impotente di fronte all'incertezza e irrimediabilmente perduta di fronte ai cambiamenti climatici, con un piglio di malinconia. I versi liberi e l'enunciazione per liste di frammenti 'captati' nella complessità difficile del 'reale', l'uso del corsivo che rivela una compresenza di voci, una voce esterna o una continua dislocazione del soggetto, fa di questa scrittura, un errare che a tratti cerca redenzione mentre di fondo chiede di salvare qualcosa che non è recuperabile.