La svolta a destra del Wisconsin
Provo un affetto particolare verso lo stato del Wisconsin. Ho avuto il piacere di visitarlo nel 2011, per uno scambio culturale durante le scuole superiori. Sono stato ospite di una famiglia nelle campagne di Mazomanie, una cittadina di sì e no 1200 abitanti. Qui la vita è molto diversa dalle spiagge della California e dall’Upper East Side di Manhattan che siamo abituati a vedere in TV.
Come prove dello stereotipo americano, ecco il pullman giallo della scuola e la lezione su come sparare con un fucile (2011)
La notte del 4 novembre 2016, Donald Trump vince le elezioni in Wisconsin, guadagnandone i 10 Grandi Elettori. Per la prima volta dal 1984, il Wisconsin ha votato per un Presidente repubblicano. Vediamo perché.
Il Wisconsin è uno stato grande la metà dell'Italia, con soltanto 6 milioni di abitanti. La città più grande dello Stato, Milwaukee, conta 600 mila abitanti, grande circa quindi come Genova. È coperto per quasi metà da foreste. Città e villaggi sono, in media, sparpagliati e di piccole/medie dimensioni.
L'economia del Wisconsin è basata in larga parte su agricoltura e industria manifatturiera. Lo stato è molto famoso per la sua produzione di formaggi e latticini, e si classifica tra i primi dieci stati americani per reddito agricolo. L'industria manifatturiera genera circa il 20% del PIL, uno dei dati più alti negli Stati Uniti; la produzione, generalmente, è di macchinari agricoli e macchine pesanti. A differenza di altri stati, l'economia è qui più basata su industrie medio/piccole; sono soltanto due le grandi aziende che spiccano a livello internazionale, la Manpower e la Harley-Davidson.
Fattorie e campagne intorno a Mazomanie, WI (2011)
Il Wisconsin, insomma, è uno stato con una grossa percentuale di comunità rurali, di agricoltori e di operai; è uno stato mediamente ricco e con un PIL nella media. E come tutte le cose troppo "medie", è facile ignorarlo.
Durante le lezioni del 2016, infatti, il Wisconsin ha dato per la prima volta in più di 30 anni i suoi 10 Elettori al candidato repubblicano, Donald Trump. L'ultima volta che aveva vinto la destra, nello stato, erano state le elezioni del 1984 con Ronald Reagan. Questo perché, tradizionalmente, il Wisconsin ha sempre votato a sinistra nelle elezioni presidenziali: veniva infatti considerato parte del blue wall, l'insieme di stati dove, indipendentemente dalle circostanze, i democratici avrebbero sempre vinto. E così non è stato.
Mazomanie, WI
La sconfitta in Wisconsin non è stata l'unica causa del fallimento della campagna presidenziale di Hillary Clinton, ma è stata sicuramente una delle docce fredde peggiori per la ex First Lady. Fino al giorno prima delle elezioni i sondaggi la davano in testa dell’8%. Il voto ha però portato con sé numeri ben diversi: con appena 28mila voti (lo 0,8%) in più della sua rivale, Donald Trump ha vinto. E i democratici sono rimasti a leccarsi le ferite.
Il successo di Trump nello stato è centro di forti dibattiti, e ci sono svariate teorie a riguardo, ma due sono stati gli elementi che, più degli altri, lo hanno portato a vincere: la disillusione dei blue-collar workers (lavoratori, operai e agricoltori) verso la classe politica, e il disinteresse del Partito Democratico nei confronti del Wisconsin.
Molti blue-collar workers, infatti, si sentivano ingiustamente lasciati indietro da un sistema che non si curava di loro. Non vedevano grandi prospettive di futuro nel loro lavoro, in larga parte agricolo o industriale. La ripresa economica li aveva ignorati, le loro condizioni di vita non erano migliorate, gli stipendi non si erano alzati.
E nonostante molti di loro avessero votato principalmente a sinistra prima di allora, faticavano a riconoscersi nel Partito Democratico. Hillary Clinton era una candidata estremamente impopolare, una politica di professione percepita lontana dai problemi quotidiani degli americani qualunque.
Agli occhi di un operaio bianco, il sistema si stava facendo beffa di lui. Le politiche identitarie della sinistra, che combattevano per maggiori diritti alle donne e alle minoranze nere e latine, avevano iniziato ad additare i bianchi come privilegiati.
E né l'operaio di Darlington né l'agricoltore di Black Earth si sentivano rappresentati, o, tanto meno, privilegiati.
La Clinton inoltre non ha visitato lo stato del Wisconsin nemmeno una volta durante la sua campagna elettorale. Donald Trump, d'altro canto, ha visitato lo stato 6 volte.
Capitol Hill e University of Wisconsin’s Red Gym nella capitale Madison, WI (2011)
Nei suoi comizi, il candidato repubblicano aveva promesso un aumento dei posti di lavoro nell'industria manifatturiera, un miglioramento dei salari e migliori prospettive per il futuro. E mentre il silenzio dei democratici si faceva assordante, Trump prometteva alle folle disilluse un futuro migliore.
Così, dopo una vita passata a votare il Partito Democratico, il Wisconsin ha voltato a destra. Senza nemmeno crederci troppo, e con una certa disperazione. Ma quei 10 Grandi Elettori andati al Partito Repubblicano sono stati uno degli schiaffi più sonori di una campagna elettorale destinata a fallire.
La stessa Clinton ha dichiarato, nel suo libro What Happened :
"... If there's one place where we were caught by surprise, it was Wisconsin. Polls showed us comfortably ahead, right up until the end."
Con le elezioni del 2020 alle porte, i due candidati alla presidenza, Donald Trump e Joe Biden, hanno fatto tesoro degli errori passati, ed entrambi hanno rivolto un'attenzione sempre crescente agli operai e agli agricoltori del Midwest.
Da questa storia, c'è una lezione da imparare: nessun candidato può pensare di vincere se non parla ai lavoratori.



















