"Avrei voluto vederti ieri sera" "Anche io" "Perché non sei venuta? Ho passato la serata ad aspettarti. A controllare il telefono per vedere se avevi chiamato. Continuavo a dire a tutti che saresti arrivata, che sicuramente stavi impazzendo a cercare parcheggio. Non pensavo che potessi lasciar perdere, proprio tu..." "Non ho lasciato perdere. Ho avuto paura" "Paura di me?" "Paura di perdere quel che resta di noi. Anzi, paura di rendermi conto una volta per tutte che di noi non resta più niente. Perché non è più come prima, non può più esserlo. Ma io non posso accettarlo questo fatto che tu non mi guardi più come mi guardavi un tempo, che non mi chiami più con quei soprannomi che mi facevano impazzire. Non posso accettare di far finta di niente, non voglio accettarlo. Non voglio finire per convincermi che in fondo non ci sia mai stato niente. Credo di doverlo a entrambi." "Quindi pensi che continuerai ad evitarmi per sempre? Cosa ci resta se non possiamo più nemmeno guardarci negli occhi?" "Ci resta un ricordo. Preferisco ricordare il tuo profumo che mi piaceva tanto piuttosto che scoprire che lo hai cambiato. Preferisco ricordarti senza capelli bianchi, e che tu mi ricordi senza neppure una ruga. Preferisco un ricordo che non sbiadisce ad una realtà che non riconosco più. Preferisco ricordare come ci sentivamo un tempo quando eravamo insieme, piuttosto che rendermi conto che in quel modo così speciale non mi ci sentirò mai più.
Precipitatadaunasteroide










