[.] It's far better to be unhappy alone than unhappy with someone — so far Marilyn Monroe #wakatobi #wanci #wangiwangi #kaledupa #tomia #binongko #hogaisland #hoga #paturno #resort #kknuns2016 #kkn #kknuns (at Patuno Resort Wakatobi)
seen from United States
seen from Singapore

seen from Malaysia
seen from United Kingdom
seen from Maldives
seen from United States
seen from United States
seen from Canada

seen from Malaysia
seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom
seen from United States
seen from United States

seen from Maldives
seen from United Kingdom
seen from China
seen from United Kingdom

seen from United States
seen from China
[.] It's far better to be unhappy alone than unhappy with someone — so far Marilyn Monroe #wakatobi #wanci #wangiwangi #kaledupa #tomia #binongko #hogaisland #hoga #paturno #resort #kknuns2016 #kkn #kknuns (at Patuno Resort Wakatobi)
Chi sono i disabili?
Ha fatto bene Luisa Maria Patruno, nel blog elettorale che tiene sull’Adige, a parlare della “scoperta” dei disabili da parte di molti candidati a queste elezioni provinciali. Anche i partiti tuttavia, quando si tratta di preparare la propria lista, cercano il disabile da proporre come emblema di una particolare attenzione a certe tematiche. Facendo parte della categoria mi sento libero di fare alcune considerazioni.
Il candidato del Movimento 5 stelle Gian Piero Robbi, costretto in carrozzina, se la prende con Fabio Pipinato (UPT), che fa la sua campagna a piedi tra i paesi del Trentino, perché ad Arco si è messo su di una sedia a rotelle per capire i bisogni dei disabili. Detta così sembra la solita trovata per ottenere visibilità. Ma non è da oggi che Pipinato, fisioterapista, si occupa di certi temi, lavorando con vari gruppi e associazioni.
Altri invece parlano veramente a sproposito. Dobbiamo però restare ancorati alla realtà, capendo bene che “l’uguaglianza delle opportunità” anche per i diversamente abili è una questione di lungo periodo. È comunque positivo che i riflettori – anche se il più delle volte strumentalmente – si accendano su problemi che un tempo venivano oscurati e rimossi.
Bisogna parlare di “cittadini disabili”, conclude il suo ragionamento Patruno. È giusto, ma è difficilissimo. Nessuno può scagliare la prima pietra: purtroppo le etichette perdurano e si estendono ad altre categorie come le donne o gli omosessuali. Prima, per esempio, emerge il proprio orientamento sessuale: vieni candidato per quel motivo, perché sei diverso o perché rappresenti una minoranza, non per quello che sei (e in cui credi). Anche questo però sembra inevitabile almeno finchè resteranno diffusi stereotipi e pregiudizi.