researchers will see a lacuna next to odysseus' name in an ancient text and immediately assume it said "and diomedes"
[Polygnotos's Iliupersis: A New Reconstruction]
i find the ghost of you wherever i go

seen from Russia

seen from Germany

seen from Singapore
seen from United States
seen from China
seen from Australia

seen from United States

seen from Malaysia

seen from Singapore

seen from United States

seen from United States
seen from United States

seen from Malaysia
seen from Australia
seen from United Arab Emirates

seen from France
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
researchers will see a lacuna next to odysseus' name in an ancient text and immediately assume it said "and diomedes"
[Polygnotos's Iliupersis: A New Reconstruction]
i find the ghost of you wherever i go
Apologies for asking, but I *technically* never knew who was your favourite ancient greek historical figure. I might've asked you before, but i just don't remember.
(i have a feeling it's Miltiades but okay)
I don't have a specific favorite ancient Greek historical figure. Though there were some who caught my interest...
Miltiades was my first ever historical crush when I was nine years old. I live near the town of Marathon (you know, where his most famous battle took in), we visited the battle location quite often (after all, it is an accessible beach where one can swim), we passed over his statue, one time we even had a school trip when I was twelve, so it was a big part for me growing up. Plus, I thought he looked kinda cool on his bust. And I quite frankly admired his genius in the strategy.
I had a brief obsession with Alexander the Great, though it quickly passed as I considered him to be a basic choice for "favorite historical person". Plus, he's undoubtedly one of the most popular historical figures, so whether you look up for him on the internet or not, you'll always find trivia information about him.
I share your admiration for Pericles, for he was an interesting person in Ancient Athens that had a major influence on his city-state, though I don't agree with his external policies (he was a politician first and foremost, don't forget that).
I was once obsessed with Themistocles, as well. I consider him and Pausanias to be the most interesting greek figures from the Persian wars and the fact that, despite him coming victorious against the Persians and being one of the main reasons the Empire failed to conquer Greece, he fled to Persia after he was exiled and condemned as a traitor and the Persians accepted him with open arms always makes me laugh!!
Oh, and my most recent addition: the Ptolemies! Thanks to "Alexandria: the City that Changed the World" by Especially the first three; Ptolemy I Soter, who was one of AtG's generals, and he was the first ruler of Ptolemaic Egypt, Ptolemy II Philadelphus, who oversaw the construction of the Lighthouse of Alexandria, and Ptolemy III Euergetes, who oversaw the construction of Library of Alexandria. And I shall not forget Ptolemy II's wife (and full sister) Arsinoe II, and Ptolemy III's wife, Berenice II, who had pretty interesting lives and I recommend you checking them out. Gotta love these girls!
Il santuario panellenico di Olimpia
Prenderemo ora in considerazione il santuario panellenico di Olimpia, che si trovava sotto la protezione di Zeus. Tale santuario sorgeva nella regione nord-occidentale del Peloponneso, in uno spazio ampio e aperto, perfettamente pianeggiante.
Secondo Pausania, Olimpia rappresentava il cuore stesso della religiosità e dello spirito greco. Pertanto, non sorprende che egli dedichi al santuario un’attenta descrizione in una delle sue opere principali.
Pausania riconosceva al sito un ruolo importantissimo nelle vicende della Grecia, ma soprattutto nella costruzione della sua identità religiosa e culturale. Le prime tracce del santuario, con tutta probabilità, si devono far risalire al X secolo a.C., e anche in questo caso non sono da escludere rapporti con siti micenei preesistenti.
Tuttavia, una più intensa attività cultuale andrà collocata nel IX-VIII secolo a.C., come dimostrano i ritrovamenti di statuette ex voto. Tradizionalmente, la data della prima Olimpiade è fissata al 776 a.C.
Con ogni probabilità si tratta di una convinzione che finì per radicarsi e per essere assunta come valida da tutto il popolo greco. Tuttavia, tale data dovrebbe all’incirca corrispondere all’entrata a pieno regime del santuario.
Ancora una volta ci troviamo in presenza di un luogo neutrale, controllato a partire dal V secolo a.C. dalla città di Elis. I giochi si svolgevano con ogni probabilità anche prima dell’VIII secolo a.C., ma secondo scadenze più casuali e non periodiche.
Con la loro istituzionalizzazione si arrivò a fissare il calendario ogni 4 anni, nei mesi di luglio e agosto. Le gare ammesse erano tredici e si svolgevano dopo le cerimonie religiose iniziali, nell’arco di 5 giorni.
Come sappiamo, ogni santuario sorgeva in stretta relazione con il mito. Lo stesso discorso vale anche per Olimpia, dal momento che i miti di riferimento – che campeggiavano negli edifici e soprattutto nell’immaginario dei fedeli – erano quelli di Pelope ed Eracle.
Diremo ora qualcosa sul mito di Pelope. Egli, proveniente dall’Asia Minore, era giunto a Pisa per prendere in sposa Ippodamia, figlia del re locale Enomao. Quest'ultimo era solito sfidare i pretendenti della figlia in una gara con i carri, contando sull'invincibilità dei propri cavalli.
Esistono due versioni del mito abbastanza diverse tra di loro. Nella versione più lusinghiera, la vittoria non era ottenuta con l’inganno, ma grazie ai cavalli di Poseidone.
Al contrario, nell’altra versione, la vittoria di Pelope era dovuta a un espediente che causò la rovinosa caduta e la morte del re. Questo inganno permise all’eroe di vincere la gara e di sposare Ippodamia.
In ogni caso, il mito di Pelope deve essere considerato il leitmotiv di Olimpia, portando a una singolare convergenza tra culto eroico e culto di Era e di Zeus, le due divinità maggiormente venerate nel santuario.
Non è un caso che la vittoria dell’eroe Pelope venga ricordata nella prima “Olimpica” da Pindaro, il quale dev’essere considerato il cantore per eccellenza della virtù atletica aristocratica.
Il mito della gara di Pelope può anche essere interpretato come un'allusione alla vittoria storica della città di Elis su Pisa, dimostrando ancora una volta l’esistenza di un rapporto profondo tra mito, storia e culto.
L’aspetto definitivo del santuario prese forma nel IV secolo a.C., ma gli edifici di culto sono ovviamente più antichi. Il primo tempio dedicato a Era risale all’VIII secolo a.C., ma fu probabilmente ricostruito nel VI secolo secondo la classica pianta dorica.
A oriente del tempio erano collocati i tesori delle diverse città, con una percentuale piuttosto notevole di edifici fatti erigere da poleis della Magna Grecia. Diversi erano gli edifici a carattere civile.
Si andava da quelli sportivi, come lo stadio (separato dall’area del tempio dall’imponente stoà), la palestra e il ginnasio, a quelli di rappresentanza, adibiti all’ospitalità di personaggi particolarmente importanti e di rilievo.
Tra questi ultimi, riteniamo opportuno citare il Pritaneo e il Leonidaion, donato da Leonida di Nasso nel IV secolo a.C. Come è facile immaginare, il grandioso tempio di Zeus rappresenta il cuore e il centro del santuario.
La sua costruzione risale al ventennio compreso tra il 470 e il 450 a.C. L’ordine adottato è quello dorico, con sei colonne sui lati brevi e il consueto rapporto di 6 per 2 più 1 sui lati lunghi, in modo da rispettare i rapporti matematici classici che rivestono grandissima importanza nell’architettura sacra dell’antica Grecia.
La cella, paragonata alle proporzioni e alle misure perimetrali, risulta piuttosto piccola, soprattutto considerando le dimensioni che doveva avere la statua di Zeus, realizzata in oro e avorio proprio come l’Atena del Partenone.
Il dio appariva seduto in trono, e l’altezza del complesso scultoreo doveva raggiungere almeno i 12 metri. Dobbiamo ribadire che il gigantismo della statua era destinato, ovviamente, a catalizzare e attirare l’attenzione dei visitatori.
Tuttavia, i simboli presenti sulla statua (come la corona di alloro del dio) riconducevano, come nel caso della decorazione scultorea dei frontoni esterni, all’ambito agonale, tanto importante ad Olimpia.
Dobbiamo anche mettere in evidenza che nei frontoni proprio il rapporto tra luogo e mito diventa assolutamente dominante. Sul frontone est erano rappresentati i due contendenti, ovvero Pelope ed Enomao, con al centro la figura di Zeus, eretto e frontale, che dominava la scena.
I due sfidanti sono raffigurati mentre si preparavano alla gara coi carri, un motivo perfettamente in linea con i giochi atletici che si svolgevano a Olimpia ogni 4 anni. Tuttavia, la raffigurazione risulta anche profondamente legata alla storia del santuario, nonché al culto eroico.
Sul frontone occidentale veniva invece rappresentata la lotta furibonda tra Centauri, incarnazione dello spirito selvaggio, e Lapiti. Si trattava con tutta probabilità di un voluto rimando, se si pensa alla data di costruzione del tempio, alla vittoria dei Greci sui Persiani.
Tale vittoria simboleggiava per il mondo ellenico la barbarie domata dal controllo razionale, tema onnipresente della scultura del tempio. Tale riferimento deve essere inteso come una voluta e insistita forma di autocelebrazione.
Tra l’altro, si tratta di un atteggiamento pienamente comprensibile, se teniamo presente l’importanza delle guerre vittoriose contro la Persia, non solo per l’universo ellenico, ma per l’intero mondo occidentale, che tanto deve agli antichi Greci sotto ogni punto di vista.
Le metope erano caratterizzate, invece, dalla rappresentazione del ciclo delle fatiche di Eracle, l’altro eroe al quale, secondo la tradizione mitica, era attribuita l’invenzione dei giochi.
Ma in che modo era scolpito l’eroe sulle metope? Eracle era rappresentato nella sua veste più fiera ed eroica, ovvero nella nobiltà del combattimento, con evidente allusione ai giochi che si svolgevano periodicamente a Olimpia.
Concludiamo il nostro discorso mettendo in evidenza che Olimpia rappresenta, con tutta probabilità, il santuario più emblematico e rappresentativo dello spirito religioso panellenico.
Proprio questo spirito viene espresso nel migliore dei modi nella molteplicità di figure, richiami e simboli, nonché nella compresenza di edifici sacri, civili e sportivi, che costituiscono l'elemento caratterizzante del luogo.
Tra l’altro, gli storici delle religioni e dell’antica Grecia hanno messo in evidenza il profondo sincretismo tra culto uranio ed eroico-ctonio, indubbiamente presente all'interno del santuario.
Comunque sia, i due santuari panellenici di Delfi e di Olimpia hanno rivestito un ruolo significativo e importantissimo non solo nell’universo religioso dell’antica Grecia, ma in tutti i settori del mondo ellenico, come appare chiaro dagli studi svolti su questi straordinari siti.
Prof. Giovanni Pellegrino
Why would a tale of the Goddess of Love frighten Pausania?
#RainbowSnippets: A Symposium in Space
The orb is getting a bit threatening. Pausania is having none of it.
Welcome to Rainbow Snippets! Every Saturday or Sunday, those participating post and share six sentences of LGBTQIA+ fiction on their blogs. It can be their own. It can be someone else’s. It just needs to be LGBTQIA+. To sample various LGBTQIA+ stories, go to… https://www.facebook.com/groups/RainbowSnippets And now, the orb is about to get pushy in my snippet… A slight note of menace entered…
#RainbowSnippets: A Symposium in Space
She who knows it all knows very little...this won't stop her from saying so. Or making an entrance. :)
Welcome to Rainbow Snippets! Every Saturday or Sunday, those involved post and share six sentences of LGBTQIA+ fiction on their blogs. It can be their own. It can be someone else’s. It just needs to be LGBTQIA+. To sample different LGBTQIA+ stories, go to… https://www.facebook.com/groups/RainbowSnippets For my own, Phaedra will backtrack just a little before continuing where she left off last…
View On WordPress
Lampada da tavolo Pausania Designer Ettore Sottsass Produttore Artemide Periodo 1980/1989 Stile Memphis #lampada #lampadadesign #lamp #artemide #pausania #design #ettoresottsass #anni80 #scenografia #modernariato #vintage #rarity #rarita #caserta #bogys50s #bogysmodernariart #museo (presso Bogys Modernariart) https://www.instagram.com/p/B7qHiDloakR/?igshid=dk98axtxiwai
Artemide Pausania "Lampada dei banchieri" Anno 1983 Memphis - Il maestro del design Ettore Sottsass. #artemide #pausania #lampada #design #ettoresottsass #modernariato #marilynmonroe #occhialivintage #bogys50s #bogysmodernariart #art (presso Bogys Modernariart) https://www.instagram.com/p/BnWJZQ2AhxE/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=bn01m1b1y9t