E ja', ce fa piacere pure che ha vinciuto Angelina Mango. La canzone è scritta con cura e con la giusta quantità di ruffianeria testuale e soprattutto musicale, lei sa tenere il palco con energia e passione e poi mi piace quel fatto che modula la voce come fa Madame con l'autotune; ma al naturale, senza autotune.
E, comunque, stamattina, al risveglio, mi rendo conto che, insieme con "I p me tu p te", la canzone più "pegajosa", ovvero la più "appiccicosa", quella che ti continua a frullare da sola per la testa anche quando pensi ad altro, è:
"Un ragazzo
Incontra una ragazza
La notte poi non passa
La notte se ne va
Un ragazzo
Incontra una ragazza
Le labbra sulle labbra
Poi che succederà"
dei The Colors.
Terzo posto il ritornello di Annalisa.
"Quando quando quando...".
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Nota linguistica, ma anche no.
In spagnolo si definisce una canzone "pegajosa" quando è estremamente orecchiabile e facile da ricordare, tanto da rimanere in testa per lungo tempo. Il termine deriva dal verbo "pegar", che vuol dire aderire, attaccare, e, nello specifico, si riferisce a quei brani che "si appiccicano" alla mente dell'ascoltatore come le patelle allo scoglio, diventando difficili da dimenticare. Il che li rende popolari, radiofonici e potenzialmente virali.
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#Sanremo ancora per un po'.
E... forza #Angelina, viva #Geolier!












