(Se ci sono errori perdonatemi per questa volta ma l'ho buttato giù così e così rimarrà)
Avevo intenzione di lasciare tutto, forse era la volta buona, non sapevo dove sarei andata o se semplicemente l'avrei fatta finita.
La vita non è colorata per tutti e la mia è stata scritta con pennarelli scarichi.
La strada era vuota e avevo paura, questa volta nessuno mi avrebbe fermata e io sapevo che era solo quello che aspettavo, volevo che il mondo si opponesse, volevo che il cielo piangesse fino a riempire tutti i vicoli d'acqua, tanta da poterci annegare.
Sarei arrivata fino alla fine della strada e poi ne avrei trovata un'altra più lunga, avrei camminato fino alla fine delle mie forze, non avrei mangiato ne bevuto, lentamente la mia pelle sarebbe diventata pallida fino ad arrivare al bianco avorio delle mie ossa.
Stava già calando il sole quando arrivata ad un bosco sentivo già il bisogno di sedermi e piangere, in lutto per la perdita di un anima che si è arresa, di una famiglia che non capiva e una bambina che stava ancora dentro me rendendo i miei occhi ancora infantili sotto al trucco che bruciava la pelle rendendola più adulta.
Mi alzai e continuai a camminare fin che il sole non comparve, più si alzava il sole e più le stelle soffocavano tra le nubi rosa che piano diventavano gialle e in fine azzurro chiaro come il ghiaccio.
Anche il bosco terminò e io ancora camminavo con i piedi stanchi, camminando mi ero tagliata tutta la gamba, usciva tanto sangue rosso acceso che scorreva tra le mie gambe bianche.
Ancora camminavo zoppicando, avrei scelto io il posto che mi avrebbe cullata per sempre, arrivata fino ad un grande albero in mezzo al prato vuoto mi lasciai andare e svuotandomi ancora del peso che ancora portavo dall'inizio del mio cammino, a quel punto non capivo la differenza tra lacrime e sangue.
Sotto la costa terrestre c'è un girone dell'inferno per tutti quelli come me.