La dolcezza è una carezza con i calli sopra le mani.
Club Dogo, Una Volta Sola.
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La dolcezza è una carezza con i calli sopra le mani.
Club Dogo, Una Volta Sola.
Il mondo non è razzista a meno che non sia moro. Non è classista a meno che non sia senza lavoro. Non è sessista a meno che non sia un uomo. La giustizia è uguale per tutti quelli uguali fra loro.
Club Dogo, Cani Sciolti 2006.
E questa storia non ha lieto fine, non c'è tempo per pentirsi, l'amore è un infame, buca come un piercing.
Club Dogo
Club Dogo - Penna Capitale (2006) - Free Mp3 Album Download
Club Dogo – Penna Capitale (2006) – Free Mp3 Album Download
Club Dogo – Penna Capitale (2006) – Free Mp3 Album Download
Penna capitale è il secondo album in studio del gruppo musicale italiano Club Dogo, pubblicato il 15 marzo 2006 dalla Vibrarecords.
Tracklist:
Niente per niente – 1:39 D.O.G.O. (feat. Marracash) – 3:44 La notte che rovesciammo l’ordine – 2:52 Butta via tutto – 4:05 Una volta sola – 3:22 Cani sciolti 2006 – 3:38 Falsi leader – 3:40 La…
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Club Dogo - Penna Capitale (2006) - Free Mp3 Album Download
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Penna capitale è il secondo album in studio del gruppo musicale italiano Club Dogo, pubblicato il 15 marzo 2006 dalla Vibrarecords.
Tracklist:
Niente per niente – 1:39 D.O.G.O. (feat. Marracash) – 3:44 La notte che rovesciammo l’ordine – 2:52 Butta via tutto – 4:05 Una volta sola – 3:22 Cani sciolti 2006 – 3:38 Falsi leader – 3:40 La…
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L'insostenibile giustezza di non essere più quelli di Mi Fist
A me Mi Fist fondamentalmente non ha mai detto nulla. È un buonissimo disco, per molti una pietra miliare, ma se oggi nel 2014 mi dite di mettere su un bell'album di rap italiano uscito negli ultimi vent'anni per me sta forse a fatica tra i primi venti che mi vengono in mente.
Mi rendo conto che il "problema", se tale possiamo definirlo, è mio, ma questo non mi impedisce di dire a gran voce il mio grazie ai Club Dogo, che non essendo più quelli di Mi Fist mi danno modo di fare questo pubblico coming out, aggiungendo una cosa: il nuovo disco di Guè, Jake e Don Joe per me è il miglior prodotto che potessero pubblicare oggi.
Mi spiego meglio, per chi ha la pazienza di seguire il mio ragionamento: il problema è che l'utente medio spesso crea un hype inesistente attorno a ciò che è palese. Non siamo più quelli di Mi Fist ha un titolo tautologico, e molti non l'hanno apprezzato perché si aspettavano sonorità che si discostassero dal percorso evolutivo dei Dogo, tematiche che riaprissero al periodo delle Sacre magari, perché... perché... Già, perché?
I Dogo dopo i primi due album sono entrati stabilmente in classifica, aumentando in modo lento ma costante le loro cifre: l'undicesimo posto FIMI di Vile Denaro è aumentato sino a diventare il disco di platino di Noi siamo il Club, nonostante il calo di vendite generalizzato di tutto il mercato discografico "fisico", con gli ulteriori primi posti su iTunes a impreziosirne la scalata, per quel che possono valere. È questa la situazione dei Dogo che arrivano a registrare Non siamo più quelli di Mi Fist: chi si aspettava un'inversione di rotta per tornare al suono originale era a dir poco un illuso con i controfiocchi, ma chi ha saputo ascoltare con calma il disco nuovo ha colto qualcosa che nei lavori precedenti non era così palese — o perlomeno io l'ho colta, voi eventualmente boh. Ragionando 'giornalisticamente', non avendo nessun interesse nell'apologia forzata dei Club Dogo, ho ascoltato e analizzato per bene ciò che girava nelle mie cuffie, e ho trovato riscontri importanti: non stupirò nessuno dicendo che non è un Mi Fist, disco scritto da due ragazzi all'epoca poco più che ventenni con "un milione di lire e un milione di cose da dire". NSPQDMF è però il sunto di come il mondo musicale abbia modificato le vite di quei ventenni, e non è l'esaltazione di questo cambiamento, anzi, tutt'altro: è l'espressione del disagio interiore di chi ce l'ha fatta, ma per arrivare dov'è adesso ha perso tanto e nonostante tutto non può fare a meno del suo stile di vita attuale ("torniamo quelli che eravamo e se non puoi amarmi almeno odiami / stringimi forte, fino alla morte, lasciami dire che ti amo / poi tappami dentro una bara di soldi però con la tua foto in mano", Soldi). Non siamo più quelli di Mi Fist a tratti è la disperata ricerca d'aiuto di chi non riesce a uscirne ma che ha una dipendenza da quel mondo troppo forte a tratti anche solo per ammettere l'esistenza del problema.
Le Cronache di resistenza si trasformano in cronache di d-esistenza, e un brano enorme come Siamo Nati Qua (nel quale Jake caccia quella che secondo me è una delle sue strofe più belle degli ultimi anni, nonostante un velo di populismo à la "TUTTI A CASA!!!1" ne sminuisca le potenzialità) altro non è che l'unione del 2003 tra rabbia giovanile & la voglia di spaccare il mondo che si interfaccia con una realtà troppo ardua da scalfire; va comunque detto che la strampalata situazione politica italiana può apparire una scappatoia troppo facile a cui ricorrere, ma non lo è: la realtà dei fatti dà in fondo ragione a un inno di amarezza, in cui gran parte della generazione post BR figli della bomba ha ceduto moralmente e restare in piedi a combattere non è la normalità ma un grande pregio, una missione da cui i Dogo si sono chiamati ripetutamente fuori, sin dalle prime due strofe di Che bello essere noi, dove chiamavano a gran voce un nuovo inizio post Mi Fist, post hip hop, post quello che li aveva resi ciò che stavano diventando.
È sbagliato cedere? Forse sì. È scorretto verso i fan? No, assolutamente no. L'hype che si crea attorno a un prodotto deriva da aspettative che non sta agli artisti soddisfare, quando queste nascono da elucubrazioni da cui i tre hanno preso decisamente le distanze. Insomma, se lo stile di vita dei Dogo è cambiato dal 2003 a oggi (ed è cambiato, è un dato di fatto palese), perché dovrebbero rappare delle stesse tematiche? Sono dei venduti perché non soddisfano ciò che chi ne adorava la poetica desidera da loro? Io sono francamente felicissimo di vedere che rappano del cazzo che vogliono, perché l'altra faccia della medaglia sarebbe una gigantesca presa per il culo verso chi ama questa musica; se Jake mi sparasse la strofona sull'essere real oggi, se facessero una loro Cose Preziose 2k14, ecco, QUELLO sarebbe pessimo. Magari verrebbe fuori una cosa mega, una pietra miliare dell'hh, tutto quello che volete, ma personalmente li apprezzerò maggiormente finché la penna seguirà il flusso del pensiero reale, finché ci sarà la coerenza tra idea propria e canzoni.
Che poi, al netto dell'abuso di strofe di Autotune (che in NSPQDMF sembra essere quasi un quarto membro del gruppo quindi lo trattiamo come tale), come livello di scrittura, una volta appurata la naturale evoluzione dai primi lavori a oggi, cosa gli vuoi dire? La storia di Lisa è quella di una ragazza che dalla stanza dei fantasmi non c'è mai uscita, i brani in cui i soldi non sono nominati come motivo di vanto (ma anzi vengono condannati per aver fatto perdere il contatto con la realtà) sono ben scritti e convincenti. L'autocelebrazione? Oh, nel rap italiano del 2014 stiamo qua a criticare l'eccesso di autocelebrazione dei Club Dogo? Ma che, davero? Dico, non è che ogni disco può essere Brutto e stonato, ma siamo seri: hanno toccato vette ben peggiori. In NSPQDMF il livello da questo punto di vista è abbastanza normale, specie prendendo bene le distanze dal concetto dell'hip hop; un brano come Zarro mi fa uscire di testa, nonostante condivida tipo il 2% di ciò che dicono (cioè quando ripetono "sono zarro zarro zarro").
Vogliamo davvero dire quali sono le cose brutte di questo disco? Intanto, Cris Cab: fuori luogo, Start it over è la canzone che skippo più facilmente. Poi il sound delle produzioni alterna buoni momenti (su tutti, Dieci anni fa) con alcune piattissime e di ispirazione un po' troppo internescional, che di per sé non è affatto una brutta cosa, però a mio parere rende il disco un mezzo ibrido non particolarmente lineare. Detto del problema autotune, l'ultima cosa per me davvero brutta è Don Joe che torna parte attiva nei ritornelli, però succedeva anche in Mi Fist quindi non è un punto in favore del passato. Poi sì, le tematiche: a volte ripetitive, anche se (ripeto) ben svolte. Alla lunga non è un disco che resterà, e se tra vent'anni mi dovessero chiedere i migliori album di rap italiano usciti da qui ad allora, be', non credo che Non siamo più quelli di Mi Fist sarà presente nella lista. Ma questo nessuno lo mette in dubbio.
BONUS
(tvb)
Momento "e comunque il miglior disco dei Club Dogo è da sempre e per sempre Penna Capitale" aka ulteriori note distaccate dal discorso principale:
mi piace il ritornello di Entics e un po' me ne vergogno;
come detto all'inizio, quelle che compongono questo sono opinioni personali anche se supportate da dati di fatto, prendete la musica meno sul serio, in presenza di certe circostanze;
la parola più pronunciata in questo disco credo sia 'soldi' con variante 'cash' — e metà delle volte è quasi un ""dispiacere"";
tentare di dedurre la vita degli artisti da ciò di cui cantano è figlia della vergognosa attitudine di cercare il gossip ovunque: di nuovo, prendete questo fatto meno sul serio.
C’è chi l’impasta la lecca chiude e dopo l ‘aspira, C’è chi la fa in una riga e dopo la tira, C’è chi la beve tutta alla goccia e dopo delira, Frà, la testa gira frà la testa gira
Jake la furia
Dente per dente, chi nasce perdente ha un fuoco nelle viscere, vincere per sempre.
Jake la Furia