Mi piacciono le persone che scelgono di scrivere con la penna nera i loro appunti e i loro pensieri.
Non so come mai, ma quando imparai a scrivere, alle elementari, mi feci questa strana idea che le persone dalla penna nera avessero un’anima elegante, fiera, seriosa, austera e che gli altri le prendessero più seriamente rispetto a quelle persone che sceglievano la penna blu.
Quest’ultimi, sempre nella mia mente intendiamoci, sono persone sbarazzine, allegre, gioiose, con una spiccata parlantina. Persone che mi intimorivano.
Allora prima di fare amicizia con qualcuno osservavo con quale penna sceglieva di scrivere, se fosse stata nera mi sarei automaticamente sentita a mio agio.
Ma la sorte, con la sua ironia, mi mise come compagna di banco una bambina che scriveva con la penna blu. La sceglieva deliberatamente, fino alle superiori! Incredibile, pensavo... come fa a piacerle la penna blu? È orribile.
Divenne la mia migliore amica e aveva i tratti caratteriali che affibbiavo alla penna blu. Eravamo diverse, io mora e lei bionda, io di poche parole e lei un fiume in piena, lei aveva una bellissima scrittura e la mia era illeggibile, lei scelse gli studi scientifici e io quelli umanistici, lei scrive ancora con la penna blu e io sono rimasta fedele alla penna nera.
Adesso non ci parliamo più, ma questa è un’altra storia. Sarà stato per colpa delle penne? Chissà! Le penne nere mi piacciono ancora molto.
- Veronica D’Ambrogio








