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ᖴIᕮᖇY SᗯOᖇᗪ
Yasushi Takagi
Nana, 2006
@gelatisammontana e @fraffrog
Roy:
"Dammi solo un'ora,ho bisogno solo di un ora del tuo tempo."
-Time is up2
La mia famiglia era ricca spiritualmente. Nostro padre lavorava 15 ore al giorno, due o tre lavori diversi e alla domenica faceva il predicatore. Eravamo la generazione che non vedeva quasi mai il padre: via al mattino presto e tornava la sera tardi, impegnato in mille cose per tirare su la famiglia. Voleva che andassimo a lavorare, ma nostra madre ci inculcò la necessità di studiare e andare all'università. Mia madre, che ha 90 anni, mi ha insegnato a tenere i piedi per terra. Quando vinsi il primo Oscar mi disse: "ok, ora porta fuori l'immondizia!"
Denzel Washington
"Qual è il tuo cartone animato preferito?" Cit.
Taaac
Vorrei sognare mia moglie, non è mai successo. Era molto spiritosa, è stato un grande amore, durato fino a dieci anni fa.
Ho mandato a cagare più io in tutta la storia del cinema italiano che nessun altro. Ma si sa…”il vai a cagare pirla”…oggi non lo si usa quasi più…. Chi riesce a fregarsene dei problemi poi alla fine vince sempre. Sono un appassionato di auto, ho figli e ho una bella casa fuori dalle balle. Mi mancano quelle belle vie di Milano vuote dove si girava in bicicletta. E la scena del trattore in piazza San Babila… fantascienza se pensiamo a cosa c’è oggi… Ma va bene così…. Oggi le persone vivono freneticamente con il taaac…. Se pensate alla velocità di tutto e tutti…. Accompagni i figli a scuola….taaaac…. Torni a casa e prepari da mangiare….taaaac…. Guardi tua moglie e pensi che ti sei sposato per amore e non per altro…..taaaac… E la tua felicità è un taaaaac…. Che posizioni in fondo alle frasi perché in quel momento sei felice e infelice… Felice perché hai tante cose….infelice perché le cose che non avevi prima ti mettono a disagio in quel momento… E vorresti tornare indietro alla tua semplicità. E così la società d’oggi va forte… E i ragazzi sono pieni di troppe cose che non possono far nascere un qualcosa che si possa definire Trash… Anzi oggi c’è troppa poca leggerezza… E le generazioni mie Teocoli, Boldi, Abatantuono, Villaggio… Non le eguaglierà nessuno. Perché noi abbiamo fatto epoca…. Con le nostre vite, le nostre abitudini e le nostre tristezze e le nostre tragedie. Perché un comico che può far veramente ridere deve ”sorbirsi” esperienze di ogni genere… E la bellezza di una faccia che si riconosce è proprio questo… Se mi riesci a guardare negli occhi ti sentirai a casa… Una casa che si chiama ”Italiano”… Come le belle cose che si facevano tra il 1960 e il 1990…. Poi tutto diventa difficile… Ed è un peccato non per me che ho anche l’umbrela… Ma più per voi che ridete poco e vi divertite male. Provate dunque a usare un Taac per ogni cosa che fate…
Anche se siete tristi ripetetevi…. "Sono triste taaaaac…." "Sono felice taaaaac…." Vedrete che prima o poi un sorriso arriva. Ecco quello sono io.
Renato Pozzetto
Auguri e sono 80 anni... taaac
Avete presente uno di quei contatti che avete nella rubrica, che avete dimenticato pure voi che esistono, e restano in rubrica solo perché Google Sync ve li restituisce anche quando si formatta il cellulare? Eh, proprio uno di quelli.
Ieri sera mi appare sul display il numero di Salvatore. Chi è Salvatore? Mettetevi comodi, che ve lo racconto.
Salvatore è stato uno dei miei primi colleghi in Siemens, veniva dalle montagne dell'Appenino Campano (chi si ricorda da quale paese sperduto...)
Il primo incontro è stato micidiale. Gennaio 2006, in ufficio eravamo in quattro, io, una ligure bellissima (un giorno vi racconterò anche di lei), un pugliese e una milanese. All'improvviso si spalanca la porta, appare Salvatore e fa
Uagliù, a vulessem chiurer sta' fenestr ca' fa' nu' sfaccimm e' fridd?
I miei coufficini si guardavano spaesati, con gli occhi che urlavano CHE HA DETTO, CHE HA DETTO???. Vi giuro che facevo fatica pure io a capirlo, però un bel ragazzo biondo di Udine, nordico da generazioni che risalgono agli Unni, per un motivo sconosciuto al mondo intero, era in grado di capirlo e parlarci, e ci faceva da interprete.
Aveva un dono facile per la polemica. Lo reincontrai in Cisco dopo diversi anni, lavorammo per un altro anno insieme. Un giorno, ad una riunione, esprimendo il suo disappunto per un approccio che non lo convinceva, esclamò E VABBUO', FACIMM ACCUSSI' CHE CA' SIT TUTT SCIENZIAT! Volarono i vaffanculo da più parti della stanza, finché restammo solo io, un altro e il capo, che guardandoci sconsolato fece "beh, che dire, la riunione è aggiornata".
Una volta ascoltai una sua telefonata in viva voce con un imbianchino milanese che, a quanto pare, stava lavorando male e perdendo tempo, e lui esordì nella telefonata con un DOTTO', CA' FRAVEC E SFRAVEC NUN SE FA' MAJE NOTT! e lui rispose con un laconico meneghino Se ghè?
Nel suo lavoro è davvero in gamba, se riesci ad averci a che fare.
Mi ha chiamato perché vuole trasferirsi in Germania, e vuole sapere di che si tratta.
Mo', vi confesso un segreto.
Se siete ventenni, allora ci sta che partite baldanzosi, con lo zaino pieno di ma che me ne fotte, perché alla peggio si ricomincia daccapo e nella maggior parte dei casi c'è il paracadute. Ma superati i 35, con una famiglia a carico, trasferirsi all'estero non si risolve con un mo' ci penso e ti faccio sapere. Entrano mille aspetti che, con un Erasmus o una esperienza di pochi anni, non vengono presi in considerazione. O ci si mette a testa bassa e si fa in modo che funzioni, perché ritornare è un dramma poi, oppure è meglio lasciar stare.
E mi sa che Salvatore forse mi viene solo a trovare, ma resterà un'idea.