Verso la fine di novembre accadde il "pogrom del vino"*, il saccheggio delle cantine, cominciato col saccheggio dei sotterranei del Palazzo d'Inverno. Per giorni e giorni si videro soldati ubriachi per le strade... In questo era evidente la mano della controrivoluzione che distribuiva tra le truppe piani topografici indicanti l'ubicazione dei depositi alcoolici. I Commissari dello Smolny [=sede del Consiglio dei Soviet di Pietroburgo] tentarono di opporsi dapprima co esortazioni e ragionamenti che non riuscirono però ad arrestare i crescenti disordini, seguiti quasi sempre da tremde risse fra soldati e Guardie Rosse... Finalmente il Comitato Militare Rivoluzionario fece uscire compagnie di marinai armati di mitragliatrici, che spararono senza pietà sui rissanti, uccidendone parecchi; e con ordine esecutivo le cantine furono occupate dai Comitati che a colpi di scure distrussero le botti o le fecero saltare in aria con la dinamite... *Fu scoperto più tardi che esisteva una regolare oragnizzazione diretta dai Cadetti [=Costituzionalisti Democratici; reazionari] per provocare disordini fra i soldati. Furono mandati messaggi telefonici alle diverse caserme per informare che v'era del vino abbandonato nel tal luogo, al tale indirizzo, e quando i soldati vi arrivavano, un individuo indicava l'ubicazione delle cantine... Il consiglio dei Commissari del Popolo nominò un commissario per la lotta contro l'ubriachezza, che procedette senza misericordia contro le orgie del vino, distruggendo centinaia di migliaia di botti. Le cantine del Palazzo d'Inverno contenevano vini rari valutati più di cinque milioni di dollari, e prima furono allagate, poi il vino fu distrutto. In questo compito i marinai di Cronstadt, «fiore e orgoglio delle forze rivoluzionarie», come li chiama Trotzky, si comportarono con ferrea disciplina...
John Reed, 10 giorni che fecero tremare il mondo, Traduzione di Orsola Nemi, Longanesi, 1974 [ed. or.: Ten Days That Shook the World, 1919]; pp. 246 e 315









