Durante le feste molte autorità locali hanno evitato di limitare il traffico veicolare, causa non ultima delle Pm10, per non danneggiare i commercianti. I quali invece sono generalmente soddisfatti della chiusura del centro e dell’istituzione delle aree pedonali perché i potenziali clienti sono più rilassati e propensi – chi può – agli acquisti. Controsensi della modernità!
Domani in molte città del Friuli si ripeterà il rito dei fuochi epifanici, o pignarul in lingua locale, per vedere da che parte volge il fumo.
Si sa, la tradizione e i proverbi sono duri a morire, anche quando palesemente sbagliati.
Nel comunicato ufficiale dell’ARPA FVG si legge” La consuetudine dei Fuochi Epifanici rappresenta una pratica eccezionalmente consentita sulla base delle tradizioni culturali del territorio”.
Un po’ come quando un assessore, sempre del Friuli Venezia Giulia, protestò accoratamente contro i limiti del tasso alcolemico di chi si mette alla guida perché, disse, “per noi bere è un fatto culturale”.
Con la stessa logica potremmo derogare al divieto di bruciare i libri sulla pubblica piazza, alla caccia alle streghe, seppure questa pratica troppo sovente torni comunque in auge, e a tanti altri.
Cultura, illuminismo, terzo millennio? Sì, ma per favore non il 5 gennaio.
Ma poiché anche le cattive notizie non vengono (quasi) mai sole, la buona è che sono stati raccolti 100.000 euro per il restauro della specula Urania Carsica voluta da Margherita Hack che versava in stato di abbandono. Da lì le stelle, quelle dell’astronomia, non dell’astrologia!, si vedono molto meglio!