“Ma che potrò dirvi della divina atmosfera stagnante nel refettorio tranquillo, le cui finestre respiravano la molle beatitudine degli orti?... Vi era effuso un silenzio delizioso, tessuto dal dolce ronzio delle preghiere che mormoravano insieme le marmitte crogiolanti sui fornelli e le labbra dei frati, inzuccherate di santità.” (Scatole d’ amore in conserva)
Questa polibibita creata da A. Saladin, critico d'arte futurista, ha sin dal nome il chiaro intento di liberare la mente dai pensieri per permettere al suo bevitore di prendere importanti decisioni. Saladin probabilmente era solito bere queste misture prima di criticare le opere dei futuristi, in questo modo sarebbe stato libero da pregiudizi e preconcetti. Nella ricetta riportata sul libro non sono indicate marche di prodotti, pertanto si lascia massima libertà sull'utilizzo dei liquori, che potrebbero essere anche infusioni auto prodotte. Colpisce infatti, leggendo il testo, di come questo critico d'arte sapesse maneggiare e bilanciare i vari liquori d'erbe delle sue ricette. Non colpisce infine la presenza nella ricetta dell'assenzio, un vero e proprio must per gli artisti che, anche se proibito in molti stati, continuò ad essere prodotto e consumato illegalmente. L'abbinamento non sembra dei più riusciti ed armonici, ma garantisce un sicuro potere euforizzante. La presenza alcolica infatti ne inficia la beva, ma siamo di fronte ad un bicchierino, quello che oggi sarebbe definito uno shot da trangugiare velocemente. Marinetti stesso aveva creato questa di classi di miscele, chiamandoli Decisone, polibibite calde dal forte tasso alcolico in grado di liberare la mente da morali e preconcetti, per prendere dopo una breve riflessione una importante decisione... (Sapere bere di Fulvio Piccinino)