La Rosa dei Venti è uno tra i simboli che maggiormente rappresenta la nautica. Esso è un diagramma che raffigura la direzione del vento reale, ovvero la massa d’aria che spira prevalentemente dal punto cardinale o intercardinale.
I nomi dei venti attribuiti ai punti cardinali risalgono ai tempi di quando Venezia era la repubblica marinara dominante nel Mediterraneo orientale.
Gli antichi navigatori veneziani ci hanno tramandato le denominazioni dei venti, considerando la direzione di provenienza riferita all’isola greca di Zante.
· a Nord il vento dominante prende il nome di Tramontana, dalla locuzione latina inta montes o trans montes (tradotto: oltre i monti), con riferimento ai monti epiro-albanesi;
· il vento di Nord-Est prende il nome di Greco o Grecale in quanto a N/E di Zante c’è la Grecia;
· il vento che spira a Est è nominato Levante, da dove il sole si “leva”, ovvero sorge;
· il vento di Sud-Est si chiama Scirocco derivante dall’arabo magrebino “shulùq”;
· il vento da Sud è chiamato sia Ostro che Mezzogiorno, deriva da auster (latino) o perché a mezzogiorno è il punto massimo in cui si trova il sole;
· a Sud-Ovest il vento viene nominato Libeccio poiché a Sud-Ovest di Zante troviamo la Libia;
· il vento che spira a Ovest è chiamato Ponente, da dove il sole si “pone”, ovvero tramonta;
· il vento che spira da Nord-Ovest è nominato Maestrale derivante da magister con il significato di via maestra e principale direzione per Venezia.
Altri sono i nomi dei venti tramandati da generazioni di marinai nella nostra penisola, come ad esempio la Bora, che è una derivazione lessicale veneta indicante il vento freddo da N-E, che soffia nell’Alto e Medio Adriatico; altro è il Garbino derivante da forti venti provenienti da S-W che valicando i monti appenninici e si presenta a largo delle coste adriatiche come vento asciutto di terra; Ghibli è il vento caldo proveniente da Sud che porta nelle regioni meridionali e centrali della Penisola la finissima sabbia del deserto libico.