Noi viviamo contemporaneamente in infiniti mondi possibili con destini simili e dissimili. Come un albero che dal tronco dell’esistente si snoda in potenza in una miriade di rami primari (più esistenti in quanto più probabili) e secondari (meno-esistenti perché meno probabili), ma comunque tutti interconnessi all’insieme. Paradossalmente noi siamo anche quello che non siamo e che avremmo potuto essere. Un legame che unisce noi stessi anche agli altri in un'unica grande anima [panpsichismo], in un cosmo che dalle radici tende al cielo.
Pierluigi Vizza
Diario fenomenologico











