Le persone di cui diffido di più sono quelle che condividono i post sui cani abbandonati.
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Le persone di cui diffido di più sono quelle che condividono i post sui cani abbandonati.
Non credo
Non credo a chi di sé dice (o vede…) solo il lato buono. Non credo ai buoni propositi che nascono dall’anima, ammesso che davvero esista, né credo sia possibile addomesticare l’umana natura in tutta la sua essenza. Non credo nel vivere quieto e duraturo, meno ancora credo che la felicità sia a portata di mano. Non credo che per ogni male ci sia una soluzione pacifica, non credo al proliferare del bene e men che meno credo a chi dice di non avere che amore da offrire, non credo a chi non serba mai rancore, a chi sa perdonare ogni cosa. Non credo alla grande fratellanza, al fatto che chiunque possa essere educato alla gentilezza ed al rispetto. Non credo che l’uomo abbia un futuro diverso da un passato che parla e si spiega da solo. No, non credo in un mucchio di cose in cui sembrano credere tanti altri, in compenso credo che sapersi illudere sia piuttosto utile. Per questo, a volte, mi concedo il lusso di farlo.
I problemi inutili delle ragazze normali.
Sempre più spesso parlando con la gente o anche solo scorrendo la dashboard, mi sento dire o leggo cose come: ― Scusami eh, ma tu sei magra! Che problemi hai? ― Che problemi potresti avere, tu? Sei bella! ― Ma stai scherzando? Sei carina e magra, tu non hai idea di che significa! ― Guardati allo specchio! Lascia stare, tu non puoi capire. ― Sei magra e bella, sei fortunata! ― Vorrei essere come te. Ora, parliamone. Io posso capire assolutamente ( sì, posso capirlo! ) che non piacersi sia una cosa terribile. Posso anche capire che sfortunatamente il mondo esterno non è una vetrina di possibilità, ma uno specchio con tacche che segnano le misure giuste per, l'altezza giusta per, la bellezza giusta per e che quando non si rientra in quelle tacche ed in quei limiti, concretamente può anche essere vero che ci si ritrovi fuori da parecchi giri. Senza ombra di dubbio, è pure vero che "quelle come me" fanno meno fatica a rimorchiare, "quelle come me" hanno punti in più non scritti su un CV che quando vai ad un colloquio di lavoro, il capo o lo sciacallo di turno è automaticamente più propenso anche solo ad ascoltarti mentre implori un lavoro "da negro, per una paga da bianco" ( cit. ); e non metto in dubbio nemmeno che sia soffocante davvero restare intrappolati in un corpo o in un volto che si odia, col risultato quasi naturale che il mondo esterno lo si guarda costantemente scorrere e basta, come dietro il finestrino d'un treno in corsa verso una tappa obbligata e che si odia profondamente; e in quel finestrino ci si vede anche il proprio riflesso! Però posso dire una cosa? Avete rotto i coglioni. Non serve sentirsi brutte o grasse per alzarsi certe mattine e chiedersi se tutto quello che si deve fare durante il giorno a venire ha almeno un briciolo di senso. Rimorchiare un sacco non fa sentire belle, sapere che il capo o sciacallo di turno ti sta ascoltando solo perché gli piace quello che vede non ti dà la speranza d'un lavoro di merda, essere "nei giri" non significa essere felici. E la fortuna è fatta di ben altro che gambe lunghe, occhi nocciola e una taglia 38. Ognuna ha i problemi che le competono. Ad ognuna, il suo. La gara a chi soffre di più è uno sport quasi più stupido del Curling. Penso - dal basso del mio essere "carina" e magra - che la più grande stronzata del mondo del "accettati per quello che sei" sia in realtà l'unica chiave non tanto per essere felici, quanto piuttosto per smetterla di allontanare gli altri come se si brillasse di radioattività cancerogena. E smetterla di allontanare tutto e tutti vuol dire poter scendere alla fermata che più piace, smettendola di andare dritti verso un oceano di solitudine che, credetemi, non fa dimagrire e ne tanto meno raddrizza nasi storti, pompa tette minuscole o alza culi flosci. E soprattutto, sole si può anche scopare .. ma, in due, è molto più divertente! Però io non posso capire.