Bollettino da Parigi, 10° giorno – I punti più caldi nella bozza d’accordo sul clima
Bollettino da Parigi, 10° giorno – I punti più caldi nella bozza d’accordo sul clima
Giornata intensa ieri a Parigi. Dopo una mattinata vissuta nell’attesa del nuovo testo, il pomeriggio si è animato di capannelli di delegati e observer intenti ad analizzare il nuovo testo prodotto dalle consultazioni parallele svoltesi nella notte e nella mattinata. Nel tardo pomeriggio si è aperta la seconda plenaria del “Paris Committee” da cui sono emersi alcuni punti saldi e altri ancora…
Da quest’anno, il fisco invierà ai contribuenti il modulo 730 precompilato, per il banchiere privato Paolo Cardenà “sarà il caos”, perché il sistema non potrà che risultare “parziale”.
Il perché è presto spiegato: “ad oggi, il fisco non è in grado di conoscere in anticipo molte spese detraibili sostenute dai contribuenti (ad esempio quelle mediche, oppure quelle per l’istruzione dei figli o altre…
... L'ho fatto ._.
Anno nuovo, tumblr nuovo (ma proprio nuovo nuovo nuovo)!!
Per non farci mancare nulla, ho anche creato un altro blog in modo da scindere la mia vita "fotografica" da quella più "scrittevole"... Almeno finché non mi stufo e chiudo tutto :D
L'altro blog lo trovate qui: https://dafneorlando.wordpress.com/
Buon anno!! :D
La Vita istruzioni per l'uso - Preambolo (Georges Perec, 1978, traduzione di Daniela Selvatico Estense)
L'occhio segue le vie che nell'opera gli sono state disposte
Paul Klee, Padagogisches Skizzenbuch
La parte dell'artefice di puzzle è difficile da definire. Nella maggior parte dei casi - per tutti i puzzle di cartone in particolare - i puzzle sono fatti a macchina e i loro contorni non seguono necessità alcuna: una pressa tranciante regolata secondo un disegno immutabile taglia i fogli di cartone sempre nel medesimo modo; il vero amatore respinge questo tipo di puzzle, non tanto perché sono di cartone invece che di legno, né perché sulla confezione è riprodotto il modello, ma soprattutto perché con questo sistema si viene a perdere la specificità stessa del puzzle; poco importa all'occorrenza, contrariamente a un'idea fortemente ancorata nella mente del pubblico, che l'immagine iniziale si consideri facile (una scena di genere alla maniera di Vermeer per esempio, o la fotografia a colori di un castello austriaco) oppure difficile (un Jackson Pollock, un Pissarro o - misero paradosso - un puzzle bianco): non nel soggetto del quadro o della tecnica del pittore sta la difficoltà del puzzle, ma nella sapienza del taglio e un taglio aleatorio produrrà necessariamente una difficoltà aleatoria, oscillante fra una facilità estrema per i bordi, i particolari, le macchie di luce, gli oggetti ben definiti, le pennellate, le transizioni, e una difficoltà fastidiosa per tutto il resto: il cielo senza nuvole, la sabbia, i prati, i coltivi, le zone d'ombra, eccetera.
Nei puzzle del genere i pezzi si dividono in alcune classi maggiori fra cui le più note sono: gli ometti, le croci di lorena e le croci […] e poi riformati i bordi, messi a posto i particolari - la tavola con la tovaglia rossa a frange gialle molto chiare, quasi bianche, che regge un leggìo con un libro aperto, la ricca cornice dello specchio, il liuto, l'abito rosso della donna - e le grandi masse degli sfondi divise a blocchi seguendone le tonalità di grigio, marrone, bianco o azzurro cielo - la soluzione del puzzle consisterà solo nel tentare via via tutte le combinazioni plausibili.
L'arte del puzzle inizia con i puzzle di legno tagliati a mano quando colui che li fabbrica comincia a porsi tutti i problemi che il giocatore dovrà risolvere, quando, invece di lasciare che il caso imbrogli le piste, vuole sostituirgli l'astuzia, la trappola, l'illusione: il modo premeditato, tutti gli elementi che figurano sull'immagine da ricostruire - questa poltrona di broccato d'oro, quel tricorno nero ornato da una piuma nera un po' sciupata, quell'altra livrea color giunchiglia tutta coperta di galloni d'argento - saranno il punto d'avvio di un'informazione ingannevole: lo spazio organizzato coerente, strutturato, significante, del quadro verrà spezzettato non solo in elementi inerti, amorfi, poveri di significato e informazione, ma anche in elementi falsificati, portatori di false informazioni: due frammenti di cornicione che s'incastrino perfettamente mentre in realtà appartengono a due parti molto distanti del soffitto, la fibbia di una cintura di uniforme che si rivela in extremis un pezzo di metallo reggitorcia, vari pezzi tagliati quasi allo stesso modo appartenenti, gli uni a un arancio nano sulla mensola di un caminetto, gli altri al suo riflesso appena appannato in uno specchio, sono i classici esempi di trabocchetti tesi all'appassionato.
Se ne potrà dedurre quella che è probabilmente la verità ultima del puzzle: malgrado le apparenze, non si tratta di un gioco solitario: ogni gesto che compie l'attore del puzzle, il suo autore lo ha compiuto prima di lui; ogni pezzo che prende e riprende, esamina, accarezza, ogni combinazione che prova e prova ancora, ogni suo brancolare, intuire, sperare, tutti i suoi scoramenti, sono già stati decisi, calcolati, studiati dall'altro.
*Gioco giapponese nel quale, fra due o quattro giocatori, vince chi riesce a piazzare per primo cinque pedine in altrettante caselle consecutive orizzontali sopra una scacchiera che ne ha quattrocento [N.d.T.]