Le mani sentono il battito l'amore è un presente continuo che sente parole mai dette, chi scrive traduce se stesso e sulle labbra riconosce la voce
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Le mani sentono il battito l'amore è un presente continuo che sente parole mai dette, chi scrive traduce se stesso e sulle labbra riconosce la voce
«La sera accentua le voci che narrano storie. In questo caffè, due giovani donne parlano tra loro come se il locale fosse deserto. Nei loro racconti rivivono le tracce di amori mancati o perduti, i sogni con i loro segreti e tutto ciò che resta non detto. Le loro parole incidono il marmo del reale, togliendo il superfluo per dargli forma: rivelano qualcosa della realtà e, nel rivelarla, la trasformano. Osservo il loro fervore mentre sorseggio l'ultimo sorso di cioccolata calda: il loro narrare è un tentativo disperato di uscire dal cerchio di un "cattivo infinito", un inseguimento continuo dietro a una vita che non si lascia mai raggiungere e resta sempre in fuga. Mi avvio all'uscita, lasciandole a questa loro bellissima e vana rincorsa» (Sosio Giordano)
Cómo usar el presente simple y el presente continuo en español
El presente simple y el presente continuo son dos de los tiempos verbales más importantes en español. Ambos se utilizan para narrar y describir eventos, pero se usan de manera diferente. En este post, aprenderás a utilizar estos dos tiempos verbales y comprenderás sus diferencias.
Presente simple en español
El presente simple, también conocido como el presente indicativo, se utiliza para describir acciones que ocurren en el momento presente y también para describir acciones que ocurren de forma habitual. Aquí tienes un ejemplo:
Los ojos de Platero son negros como el azabache. (descripción simple)
La conjugación del presente simple en español es muy fácil. Solo tienes que eliminar la terminación del infinitivo y agregar la terminación correspondiente al sujeto:
Verbos terminados en "-ar":
yo hablo
tú hablas
él/ella habla
nosotros/nosotras hablamos
vosotros/vosotras habláis
ellos/ellas hablan
Verbos terminados en "-er":
yo como
tú comes
él/ella come
nosotros/nosotras comemos
vosotros/vosotras coméis
ellos/ellas comen
Verbos terminados en "-ir":
yo vivo
tú vives
él/ella vive
nosotros/nosotras vivimos
vosotros/vosotras vivís
ellos/ellas viven
Presente continuo en español
El presente continuo, también conocido como el presente progresivo, se utiliza para describir acciones que están ocurriendo en este momento y también para describir acciones que están ocurriendo en el momento presente, pero que no son necesariamente habituales. Aquí tienes un ejemplo:
Parece que Platero se ríe cuando viene del prado. (narración de acciones y estados habituales)
La conjugación del presente continuo en español es muy fácil. Solo tienes que usar el verbo estar conjugado en el presente simple y agregar el gerundio (-ando/-iendo):
yo estoy hablando
tú estás hablando
él/ella está hablando
nosotros/nosotras estamos hablando
vosotros/vosotras estáis hablando
ellos/ellas están hablando
Para los verbos irregulares, recuerda que la forma del gerundio puede cambiar. Por ejemplo, el verbo "ir" cambia de "ir" a "yendo" en el gerundio: "estoy yendo".
El ている, presente continuo y mucho más
Formulación: Forma て + verbo いる Usos: Verbos de movimiento: 行く、来る、かえる、はじまる、ひらく Describen una acción presente que es resultado de un cambio. デパートはもう開いています。El centro comercial ya está abierto. (Abrió y sigue abierto) 2. Presente continuo: 今は雨が降っています。Está lloviendo ahora. 3. Verbos de estado: はく、かぶる、もつ、知る、のこる、曲がる、太る、似る、おぼえる Como son acciones que se son continuas o se mantienen durante un tiempo, se…
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Nuovo Post pubblicato su Milano Post Quotidiano ONLINE di Informazione e Cultura #Internet, #PresenteAdesso, #PresenteContinuo, #Tecnologia, #Web
Nuovo Post pubblicato su http://www.milanopost.info/2014/12/08/comanda-la-tecnologia-il-presente-e-adesso/
Comanda la tecnologia: il presente è adesso
Milano 8 Dicembre - Non c’è più tempo per pensare: bisogna agire, e farlo in fretta. La velocità è tutto. Bisogna esserci adesso. Tentennare, prendere tempo, attendere di trovare la risposta giusta sono atteggiamenti che non possono più fare parte del nostro agire quotidiano. «La nostra società si è orientata verso il presente: oggi tutto è live, in tempo reale, senza un momento di tregua. Non si tratta di una semplice accelerazione, sebbene il nostro stile di vita e la tecnologia abbiano velocizzato i tempi delle nostre azioni — scrive Douglas Rushkoff in uno dei testi più apprezzati sull’argomento, Presente Continuo(Codice Edizioni) —. Si tratta piuttosto di un ridimensionamento di tutto ciò che non sta accadendo adesso, e dell’assalto di ciò che invece, almeno apparentemente, è il nostro presente più immediato».
La parola assalto rende bene l’idea: la nostra attenzione è ostaggio di ciò che capita adesso. Nei giorni in cui Donna Tartt ha vinto il Pulitzer, chi non ha letto il suo «Cardellino» è stato tagliato fuori da qualsiasi discussione. Lo stesso è accaduto con Patrick Modiano dopo il Nobel. Ma, passato l’attimo, il quadro è cambiato e la triste verità è che siamo sempre più in difficoltà ad articolare un discorso sensato sui libri, sulla musica o sui film usciti appena il mese scorso. Rushkoff sintetizza con una battuta fulminante questo nostro nuovo vivere schiacciati sull’adesso: se la fine del ventesimo secolo è stata caratterizzato dal futurismo, il ventunesimo potrebbe essere il secolo del «presentismo». In qualsiasi attività siamo impegnati — dalla preparazione di una relazione in ufficio al portare i bambini a scuola — è assolutamente certo che verremo interrotti dal telefono che squilla, dalla luce che lampeggia sullo smartphone, dal suono emesso dall’iPad ad ogni notifica di Twitter. Certo: potremmo resistere e rimandare a più tardi la telefonata, la lettura della mail o del tweet, ma chi lo fa davvero? E se ci perdiamo qualcosa non rispondendo adesso?
Tutte queste interruzioni creano la sensazione di «dover tenere il passo con il loro insostenibile ritmo, per timore di perdere il contatto con il presente», dice ancora il teorico americano. Non è più la vecchia storia del multitasking, cioè del fare più cose contemporaneamente (una lezione che tutti abbiamo già imparato). La questione è più sottile: chi comanda il gioco? Chiaramente, non siamo più noi, ma la tecnologia. Che con Internet — il quale vive sull’istantaneità — detta il tempo delle nostre giornate, dei nostri interessi, persino delle nostre decisioni (soprattutto in periodo elettorale diventa evidente a tutti come i politici si affidino a valutazioni in tempo reale per correggere programmi e dichiarazioni sulla base delle reazioni del pubblico che segue live i dibattiti in tv). Fare un progetto a lungo termine, organizzare la propria vita in funzione di un obiettivo da raggiungere, procedere con lo sguardo dritto in avanti è diventato più difficile. Non solo per la mancanza di prospettive, soprattutto per i giovani (di cui Silvia Avallone sintetizza efficacemente lo stato d’animo: si sentono «braccati in un eterno presente, non possono fare progetti, non possono costruire un percorso per più di tre mesi di fila e “poi si vedrà”»). Ma per quell’«assalto» continuo dell’adesso che distrae, fa deragliare, infila un’emergenza dietro l’altra senza soluzione di continuità. Così spendiamo le energie migliori per riuscire a stare a galla. Non progettiamo, improvvisiamo.
Anche il rapporto Censis richiama l’idea del «presentismo» e, per descriverci, usa queste parole: siamo «sempre più impegnati nel presente, con uno scarso senso della storia e senza visione del futuro». E se è vero che già nel nostro carattere nazionale c’è l’inclinazione a subire il fascino dell’adesso e di tutto ciò che è immediato (il filosofo Roberto Esposito ne fa una questione di carattere: «Gli italiani hanno sempre avuto una maggiore sensibilità per quanto è contingente, concentrato nella singolarità dell’evento, sottratto ad un progetto di lunga durata»), Internet e l’ossessione contemporanea per il live ci hanno spianato la strada. Google e i suoi fratelli sono maestri nel disorientamento temporale: i risultati di una ricerca mescolano tutto nella stessa schermata, l’articolo più recente con lo studio di vent’anni fa, cancellando il percorso che separa l’uno dall’altro. Tutta la conoscenza viene portata nel presente. «Quindici minuti passati su Facebook fondono le amicizie delle scuole elementari alle richieste di contatti futuri: tutto ciò che abbiamo vissuto e tutti quelli che abbiamo incontrato vengono compressi in un presente virtuale. Viviamo le nostre età tutte insieme: non c’è nulla che possiamo lasciarci alle spalle una volta per tutte. A svanire non è solo il confine fra pubblico e privato, ma anche la distanza fra presente e passato», scrive ancora Rushkoff.
Umberto Eco si è spinto a chiamare «malattia generazionale» quell’«appiattimento del passato in una nebulosa che non dovrebbe avere giustificazioni, viste le informazioni che anche l’utente più smandrappato può ricevere su Internet. Ma la memoria in alcuni (molti) giovani si è contratta in un eterno presente dove tutte le vacche sono nere». Presi dall’ossessione del presente, finiamo, o fingiamo, di non accorgerci che gran parte delle informazioni a ciclo continuo che riceviamo quando ci raggiungono sono già superate. I risultati, in fondo, sono comici. Come nel dialogo geniale sul potere dell’adesso fra Lord Casco e il colonnello Nunziatella in «Balle spaziali» di Mel Brooks: «Che è successo al prima?» «È passato». «Quando?». «Adesso. Siamo all’adesso, adesso». «Torniamo al prima!». «Non possiamo». «Perché?». «Perché l’abbiamo superato!». «Quando?». «Adesso!».
Daniela Monti (Corriere)
De vuelta a tu corazón, Guaco, primer sencillo de presente continuo.
09.10.2013
Ayer El Banquete y toda la elite pseudo-cultural de Madrizentro fuimos de excursión al Conde Duque para ver y beber.
El motivo principal de nuestro viaje desde trapézio fue la de visitar a nuestra amiga y artista de la que somos fans Marian Garrido que junto con otros artistas de la front-row madrileña presentaban la expo Presente Continuo. Podéis admirar el trabajo de Mrs. Garrido ubicada en la constelación nº2: nuevas narraciones hasta el 20 de este mes.
Por favor ¡que alguien le de trabajo ya a esta chica!
En La Estancia contaremos con su presencia junto con la de Julián Cruz dirigiendo el cotarro en la fiesta de clausura que celebraremos el 18 de octubre.
¡FOLLOW THE LEADERS MOTHERFUCKERS!