come una sigaretta in piazza ederata sul nulla
A volte succede che un venerdì, alle 00.54, ti capita di uscire di casa per andare a comprare le sigarette: varcando il portone ti ritrovi di fronte alla piazza della città, davanti a un luogo che ti si affianca ogni giorno da almeno ventun'anni ogni volta che rientri in casa camminando lungo il portico.
Ecco, a volte succede che tutti i luoghi che ti circondano perdono la loro dimensione, o meglio, si rimpiccioliscono ai tuoi occhi al punto tale da annullare la loro esistenza, al punto tale da farti sentire sproporzionato rispetto ad essi.
Quelle volte ti accorgi che non sei tu ad essere cresciuto, non sei tu ad esserti ingrandito, moralmente, spiritualmente, psicologicamente, nè tanto meno fisicamente parlando. No, tu resti la ragazzetta alta un metro e sessantaequalcosa, niente della tua fisicità, della tua esteriorità è mutato. Sono questi oggetti che sono diventati piccoli: area della piazza minore, edifici più bassi, portici meno lunghi, terrazzini a portata di bimbo..
Ecco quelle volte ti accorgi che tutto ciò che ti circonda, dall'architettura della città al genere umano a cui sei quotidianamente esposto, è diventato uno strettissimo corridoio che stai percorrendo da anni, sempre nello stesso modo, sempre con lo stesso passo, sempre nelle stesse direzioni. Quelle volte ti accorgi che stai diventando edera: ti arrampichi e ti aggrovigli sempre più in alto, come se fuggissi dalle tue radici, ma nella fuga non fai altro che allontanarti da te stesso verso un cammino involontario, cieco e falsamente liberatorio.
La cosa che poi ti sorprende ancora di più è il fatto che, sempre durante le medesime volte, ti accorgi di aver metaforizzato uno stato d'animo di disagio attraverso una pianta che è sempre stata associata alla figura di quel mito di Dioniso, e nuovamente ti ritrovi perso tra l'assurdità delle tue considerazioni.
A volte, in realtà poche volte, ti capita di leggere l'oroscopo. Ti capita quelle volte che l'oroscopo che hai letto in quella determinata situazione sembra essere un grido di fede e speranza che l'astrologo ha saggiamente deciso di urlare in soccorso alle tue paturnie. Il mio per esempio scrive:
"La frase della tua settimana potrebbe essere “Ama i suoi casini”. Sei autorizzato ad amare follemente i casini della tua vita, dai piccoli, fastidiosi attimi di confusione ai grandi, bellissimi cumuli di fertile caos. Non è il momento di vergognartene o di scusartene né di rifuggirli o ignorarli. Al contrario, dovresti esplorarli, celebrarli e perfino approfittarne. Qualunque altra cosa siano, i tuoi casini sono fonti di energia ancora non sfruttate. Impara ad amarli per le cose misteriose che continuano a insegnarti. Amali per le novità che portano nella tua vita e per le storie interessanti che aggiungono alla tua leggenda personale."
Ecco, quelle fottutissime volte che, sei uscito per prendere le sigarette, hai scorto il limitatissimo orizzonte davanti al tuo portone, ti sei sentito prima grande, poi piccolo, poi edera, hai scoperto che questa pianticella è associata ad un simbolo che ti ha sempre affascinato, e, infine, hai letto un oroscopo che suggerisce quello che ho scritto..beh, ecco, forse quelle volte potresti smetterla di scrivere, smetterla di masturbarti mentalmente sul nulla, spegnere il computer e mandarti affanculo.