Primo Carnera al trucco


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Primo Carnera al trucco
La vita ci ha lasciato troppi lividi: il cuore sembra aver sfidato pugili.
Enrico Nigiotti & Gianna Nannini
Galleria di Film: former boxeur Enzo Fiermonte in Il Mercante di Schiave (Merchant of Slaves, 1942) directed by Duilio Coletti
"La mia famiglia era povera. Il 24 dicembre mio padre usciva di casa, sparava due colpi di pistola, poi tornava dentro e diceva: ' Babbo Natale si è ucciso' - Jack La Motta “RALLENTA, Carlos: non c' è fretta' , pare gli abbia gridato un amico. La colonna di automobili viaggiava verso Santa Fe, Monzon doveva tornare in carcere dopo una gita. Guidava lui la Renault grigia, ed aveva una fretta inspiegabile: 40 chilometri e due ore lo separavano dall' appuntamento con la giustizia, non c' era ragione di correre. ' Rallenta, Carlos' : invece lui ha accelerato ancora, staccando le altre vetture incolonnate, ed è scomparso oltre la curva. Ed è scomparso per sempre, Carlos Monzon. Per quella fretta che mai più potrà essere spiegata, per quella strana ragione che fa sì che molte vite violente con violenza si concludano. Raramente bella in senso assoluto, per i pugili la morte è quasi sempre particolarmente brutta. Forse perché brutta, per tutti quelli che vanno sul ring a spaccar facce o farsele spaccare, è stata ed è, in genere, la vita. Soldi, donne, alcol, droga, celebrità, potere: negli anni migliori c' è tutto questo, e starci nel mezzo è certamente bello. Ma prima, e spesso anche dopo, ci sono povertà e violenza, violenza e povertà. Niente di buono né di gentile, niente carezze né sorrisi prima. Niente pietà dopo, quando si cade. E questo non giustifica nulla, però aiuta a capire tutto. O quasi. Non ha avuto tenerezza Tyson bambino, e per questo - alla fine - l' Uomo-di-Ferro Tyson sta in galera. Da piccolo venne picchiato da una ragazzina, le prendeva da tutti; le ha ridate, in seguito, a chiunque gli si accostasse: gli avversari sul ring, le persone qualunque per la strada, le donne in camera da letto. E' in galera per stupro, uscirà forse ad aprile. Non è morto, ma ci è andato vicino: senza la boxe, perduta la boxe, cosa mai può essere un Tyson? Un disadattato, vien facile dire. E perché mai non avrebbe dovuto esserlo Ricky Womack, uno che andò assai vicino ad essere celebre e che perse contro Holyfield ai Trial per i Giochi olimpici di Los Angeles ' 84? Dai 9 ai 16 anni fu ospite di un istituto per bambini soli: aveva una famiglia, ma il padre picchiava ogni giorno tutti e 10 i figli e li obbligava a mangiare polvere da sparo - e infine ne uccise uno, il più piccolo, Troy che aveva tre mesi. Così Ricky Womack dopo una rapina e la galera a 17 anni, nell' 87 - già professionista ricco - assaltò due negozi, sparò ad uno dei due proprietari e venne preso con il bottino in tasca: 480 dollari. E' in galera, adesso. E perché avrebbe dovuto vivere senza violenza Jake La Motta? Raccontava la sua infanzia: "La mia famiglia era povera. Il 24 dicembre mio padre usciva di casa, sparava due colpi di pistola, poi tornava dentro e diceva: ' Babbo Natale si è ucciso' . Così il problema dei regali era risolto", e non c' era altro da aggiungere. Vinse molto e perse tutto, la sua storia finì con la bancarotta e la galera, che conobbe per corruzione di minore. Povertà e violenza. E la droga. Che corre, ricorre, devasta, a volte conclude carriere e vite dei pugili. L' argentino Ubaldo Sacco, che battè Oliva, finì in polvere; Hector Macho Camacho, maschio vero e cocainomane autentico, più volte beccato con addosso polvere e armi; Tiberio Mitri, uno dei grandi della boxe italiana, a fine carriera venne arrestato per possesso di droga, e fu l' inizio di una serie di tragedie che sfociarono nella morte del suo unico figlio. A volte, poi, succede che i violenti incappino in gente violenta quanto loro, ma meglio equipaggiata. Successe a Sonny Liston, grande massimo che perse almeno un match sospetto con Clay non ancora Alì, e che venne ritrovato morto nel ' 70 - già vecchio - nella sua casa di Las Vegas: gli trovarono addosso marijuana ed eroina, si parlò di morte per eccesso di barbiturici. Ma era stato ucciso: pagò con gli interessi uno sgarbo fatto a chi la boxe ' organizzava' . Successe ad un altro argentino, Oscar Ringo Bonavena. Fu un massimo e fu quasi grande, ma nell' epoca sbagliata: c' era Muhammad Alì, la strada era sbarrata. Più tardi, Bonavena fece un altro incontro sbagliato. In Nevada: provò a misurarsi con uno dei locali good fellas, Joe Conforto, e ne uscì male. Lo trovarono con una palla di fucile in petto, morto stecchito per terra, davanti ad un bordello di Reno. Aveva buoni pugni, Bonavena. Ma l' altro sparava meglio. "Ero amico di tutti i deliquenti e le puttane del mio quartiere. Se non avessi fatto il pugile, forse sarei rimasto a fare la loro vita", ebbe a dire una volta Elio Cotena, ex campione italiano ed europeo dei piuma. Cioé: la violenza mi ha salvato dalla violenza, ma ho pur sempre dovuto menare le mani per salvarmi. Ce l' ha fatta, lui. Come Rocky Graziano, che andò dentro per la prima volta a 11 anni, se ne fece in tutto sei tra riformatorio e carcere, poi divenne campione del mondo dei medi e fu santificato nel film ' Lassù qualcuno mi ama' . Per spiegare cos' è un pugile diceva: "I pugili sono le migliori persone di questo mondo. I pugili che si affrontano sul ring si riempiono di botte e poi si baciano. Questa è classe, amico; vera classe". Peccato però che il ring misuri solo 36 metri quadrati, e che tutto lo spazio che resta sia la vita.
Achille Varzi, Primo Carnera e Tazio Nuvolari. Data ed evento sconosciuti
La gente nuova a noi ci fotte,
siam vecchi pugili
che han preso troppe botte
e c’è chi scommette:
“Se vai al tappeto questa vita
è L’ULTIMA DELLE SETTE”.
FOTO: skeeze by pixabay
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