Tribuna in Campitelli
Dal Portico alla destra, torta E rotonda d'una strada s'incintura Campitelli: è oltre la torre. Silenziosa sale Nera di quiete, di vecchie pietre quiete. Verde, nudo, e giovane nel tronco Un albero s'inclina ad una torre. Fresca Schiocca una cannella, e Cristo Pallido, di stucco, a un cieco porticato Ride beatitudini indischiuse - azzurre Beatitudini: forse s'assottigliano Nascoste tra le pietre e i cocci di bottiglie? Io non le so. Le sento a malapena. Salgo Dove il passo si rompe (è chiuso), dove Smuore la lena all'interrotta ascesa.
Questo assoluto, teso sul cielo, muto Regno del sole è adesso per me soltanto E mi tracima: siedo da sola al bianco Del travertino, al bianco del vento, sotto I miei piedi d'ossa, che il sole scuce. Il dio Lascio mi infranga, spezzi alla polpa Tenere ossa, spanda quello che sono, poca Ed angusta. Poi, sul calcare del travertino, Della mia cenere, abbacinato un candido ragno Fa correre, e nuova di fili antichi, credo, mi tesse Certo diversa da chi era salita. Tribuna in Campitelli, 17 agosto 2024
















