Per rifiutare sei stata un genio
Sprecando il tempo a rifiutare me
Ma non c'è un alibi, non c'è un rimedio
Se guardo bene, no, non c'è un perché

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Per rifiutare sei stata un genio
Sprecando il tempo a rifiutare me
Ma non c'è un alibi, non c'è un rimedio
Se guardo bene, no, non c'è un perché
Ognuno vada dove vuole andare, Ognuno invecchi come gli pare, Ma non raccontare a me che cos'è la libertà. La libertà delle tue pozioni Di yoga, di erbe, psiche e di omeopatia Di manuali contro le frustrazioni, Le inibizioni che provavi qui a casa mia. La noia data da uno non pratico, Che non ha il polso di un matematico, Che coi motori non ci sa fare E che non sa neanche guidare Un tipo perso dietro le nuvole e la poesia. Ma ora scommetto che vorrai provare Quel che con me non volevi fare Fare l'amore, tirare tardi o la fantasia
Francesco Guccini, Quattro Stracci
Lo dico da una vita che avrei tanto voluto conoscere le muse che hanno contribuito a rendere i cantautori dei mostri sacri. Perché le cose son due: o le muse stanno tutte alle terme, o i cantautori fumano lo stesso talco che usava Pollon.
Che darei per vedere la faccia della Signora Rimmel, della Signora Passerotto, la Signora Quattro Stracci.
Ma quella più potente di tutte, che non si offendano le altre, è la Signorina Bella senz’anima.
Quella si che è una donna – ricordo - maestosa. Sarà che adesso le muse sono tutte fighissime e buone. Quelle che lasciano più il segno sono quelle che hanno spezzato i cuori. Se Petrarca avesse trovato una Laura “facile”, sarebbe riuscito a dedicarle quelle parole?
E sapete qual è la cosa che mi irrita di più? E' che, sfigata come sono, qualora fossi la musa di qualcuno probabilmente sarei ricordata come un’allegra malinconia…cosa che, per quanto seducente possa essere l’idea, se mi devi descrivere con “sofferenza positiva” ma vattene a fanculo! Preferisco essere la Signora Nessuno. Io invece vedi le promesse le mantengo. Se è finita io ti disprezzo, ti odio e ti sfanculo…sempre rispettosamente, ovvio.
Perciò quando canterò i miei ricordi (per quanto abbelliti e maneggiabili), userò sempre un poco di tristezza alla Troisi, un poco di disprezzo alla Monicelli, e un po’ di ironia a modo mio. I pensieri positivi sui sentimenti forti, con rispetto parlando, li lascio ai biscotti della fortuna.
Ognuno vada dove vuole andare, ognuno invecchi come gli pare
Ma non raccontare a me che cos'è la libertà.
Persa a cercar per sempre quello che non c'è.
Francesco Guccini, Quattro stracci
-Kore
E cancellarmi è tutto quel che fai; ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare e ridi in faccia a quello che cerchi e che mai avrai!
Guccini
Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare.
Francesco Guccini - Quattro stracci