Apertura III
Nel 1296 i baroni dell’isola nell’aria gelida del vespro invernale decisero di muovere guerra contro il signore tanto ingiusto e vigliacco che fuggendo verso il continente con un vascello placcato d’argento con l’oro del regno nella stiva aveva dimostrato senza ombra di dubbio la sua natura misera e i suoi intenti volgari ed egoistici il suo sole nero splendente nel petto il suo falso sorriso e tutti quei gesti fasulli fatti di carta e grappoli d’uva mossero la moltitudine contro i pochi residui che vennero lavati via col sangue l’arma e il grido centro onirico del re fuggiasco il suo sogno erotico il re maledetto portava una serva che recava con sé un figlio fuori dalla porta che vedeva dalla sua camera sentiva il rumore dell’oro e quello del mare il suo amato re e padrone era silenzioso e non lo sentiva ma sapeva bene che si trovava dietro la porta al di là della quiete con le mani sul volto piangendo perché un re tra l’amore e il suo regno sceglierebbe sempre il suo regno un re ma non un uomo.












