Profondo vuol dire immenso, infinito, abissale, assoluto. Anche intimo, ma nel senso di profondo, non di biancheria. Profondo vuol dire pure basso, cavo, infossato, avvallato, depresso. Ci sono pensieri profondi, uomini profondi – temo più femmine che maschi – e sentimenti profondi: quindi sinceri, sentiti, intensi, radicati, appassionati, seri e potenti. Più spesso loro, i sentimenti, sono lievi, tenui e superficiali. Che è il contrario di profondo. Profondo è l’inconscio. Più superficiale è l’epidermico e se ti gratti molto può essere perché lì sulla pelle tu mi stai somatizzando qualcosa di profondo.
Profondo è un suono, o una voce: forte, grave, cupa, cavernosa: Nando Gazzolo. Renato Brunetta squillante.
Profondo è il pensiero e le parole che lo dicono: difficile, complicato, complesso, oscuro, arcano. A volte Radio 3.
Profonda può essere la notte – intensa, totale, completa e poetica – “Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare”
Appunto: il 23 gennaio 1960 un salsiccione d’acciaio costruito a Terni, un posto molto lontano dal mare, lungo 15 metri e pieno di 85mila litri di benzina e due uomini scende in mare e va sotto fino a 10.916 metri. E’ la Fossa delle Marianne e lui è il Batiscafo Trieste.
Nessuno è mai andato più giù di così e quindi noi superficiali di Caterpillar dichiariamo il 23 gennaio Giornata Mondiale delle Profondità.
Si può solo risalire, auguri.
CHE GIORNO CHE FA DEL 23 GENNAIO
Giornata Mondiale delle Profondità
di Massimo Cirri